Festival del giornalismo culturale, a Pesaro la mostra di Bucchi : “Per orientarsi nell’abbondanza delle parole”

Presentazione Festival Giornalismo culturale -Pesaro. Da sinistra : Marco Bracconi, Lella Mazzoli, Matteo Ricci, Marcella Tinazzi, Daniele Vimini
di GIOVANNI BRUSCIA

PESARO – Lo spunto artistico del Festival del giornalismo culturale, giunto alla sua sesta edizione, è tratteggiato dalle vignette di Massimo Bucchi. La mostra del disegnatore e vignettista di Repubblica si è aperta lunedì negli spazi della Biblioteca San Giovanni di Pesaro e i visitatori potranno ammirarla fino all’11 novembre. C’è anche questo nel ricco programma del Festival che prenderà il via giovedì 25 ottobre a Urbino per terminare domenica 28 a Pesaro, con appuntamenti previsti anche a Fano.

Alla conferenza stampa di presentazione sono intervenuti la direttrice del Festival Lella Mazzoli, il sindaco di Pesaro Matteo Ricci e il vicesindaco Daniele Vimini, insieme al caposervizio di Robinson (inserto culturale di Repubblica) Marco Bracconi, alla dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Marcella Tinazzi e al presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro Marco Cangiotti.

Lella Mazzoli ha parlato dell’importanza del tema della parola : “Sarà al centro del Festival e verrà declinata in molte forme; quella scritta, ma anche quella del cinema, della musica e dell’arte. Quest’anno è molto forte il legame con la musica, in occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dalla morte di un illustre pesarese, il compositore Gioachino Rossini”.

“Il Festival è un progetto molto interessante, considerando che i cittadini hanno fame di cultura. La manifestazione offre una visione particolare sul giornalismo culturale, un settore diverso dalla ‘tradizionale’ cronaca” ha sottolineato il sindaco di Pesaro Matteo Ricci riguardo al ruolo della cultura in città.

Marco Bracconi, che durante la rassegna intervisterà Bucchi e modererà l’evento dedicato alla musica con i colleghi Ernesto Assante e Gino Castaldo, ha spiegato così il ruolo della mostra all’interno del filo conduttore di tutto il Festival: “Per la prima volta ha raccolto in un libro le sue opere che sono uscite per anni su Repubblica. Il Festival si interroga sulle parole e la mostra di Bucchi ne è l’accompagnamento ideale. Oggi è sempre più difficile mantenere le parole vicine al loro senso, Bucchi è un gran giocoliere di segni, forme e linguaggi diversi che ci aiuta a capire la creatività che è presente nel mondo della cultura”.

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