L’Annunciazione di Guido Reni arriva a Urbino. Sgarbi: “Celebriamo il bello ideale”

L'Annunciazione di Guido Reni al Palazzo Ducale di Urbino
di MARIA LETIZIA CAMPARSI e FEDERICO SOZIO

URBINO – L’Annunciazione di Guido Reni, importante opera del pittore, è arrivata a Urbino ed è stata presentata al pubblico nelle Sale del Castellare di Palazzo Ducale. Curatore dell’evento Vittorio Sgarbi. L’opera aggiunge un prezioso tassello al percorso della mostra “Rossini 150”, omaggio ad uno dei più importanti compositori della storia di cui si celebrano i 150 anni dalla morte. L’opera rimarrà a Urbino fino al 3 marzo 2019.

La pala, proveniente dalla Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno, è considerata uno dei punti fermi più ammirati e copiati dell’opera di Guido Reni.

“Nella perfezione delle forme c’è il miracolo dell’incarnazione: tutto è degno di una visione celeste, uno squarcio di paradiso che il pittore ricrea davanti ai nostri occhi e che spinge ogni immagine verso il registro più alto e aulico della pittura, l’unico che egli ritiene realmente importante” hanno spiegato i curatori dell’evento.

“Reni imita la realtà – continuano i curatori nel presentare l’opera – idealizzandone le forme e cercando costantemente il bello. Armonia ed equilibrio si intrecciano in una rivincita del bello ideale. L’artista aggiorna e idealizza l’immagine, eliminando gli orpelli narrativi e concentrandosi sulle figure principali e sui panneggi, ritenuti nel Seicento l’essenza dello stile di un pittore.

Autentico gioiello del patrimonio artistico ascolano, l’Annunciazione è realizzata per la cappella di Deonora Alvitreti nella chiesa di Santa Maria della Carità ad Ascoli Piceno.

“L’esposizione a Urbino, durante e nella mostra dedicata a Gioachino Rossini di uno dei capolavori dell’ideale classico del Seicento, l’Annunciazione di Guido Reni, è una testimonianza felice di quello che, nel linguaggio delle avanguardie, si chiama straniamento” ha spiegato Vittorio Sgarbi durante la presentazione.

“Guido Reni riproduce l’idea di una bellezza ideale che migliora il mondo e di cui il massimo esponente è Raffaello. Celebriamo il bello ideale, celebriamo le buone feste di Natale attraverso un dipinto che qui verrà visto più che ad Ascoli Piceno perché appare come una rivelazione in uno spazio perfetto a cui è introdotto dai disegni e dai dipinti di Pelagio Palagi in occasione del 150° anniversario di Rossini” ha poi aggiunto il critico d’arte.

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