Pesaro, Rossini rivive nell’arte di Rubik con Giovanni Contardi

L'artista Giovanni Contardi in azione a Pesaro
di Linda Caglioni e Nicholas Masetti

PESARO – Gioacchino Rossini ritorna nella piazza del Popolo di Pesaro. Merito dell’artista di casa Giovanni Contardi – nativo della frazione Villa Betti -, che ha riprodotto il volto del genio del Barbiere di Siviglia in maxi formato.

Nella scatola degli attrezzi del marchigiano di 24 anni, però, non c’è posto per pennelli o matite a punta morbida. Per dare forma ai suoi mosaici, Contardi usa infatti uno strumento sui generis: il cubo di Rubik.

Sono stati 720 quelli necessari per riprodurre i lineamenti del compositore ottocentesco. Per oltre un’ora, sotto le note dei grandi classici rossiniani come “La scala di seta” e “Il signor Bruschino”, l’artista è rimasto concentrato con lo sguardo fisso sul pannello bianco da riempire.

A sua disposizione il ritratto in formato A4 di Rossini da cui prendere spunto. E quell’abilità di maneggiare i colori di Rubik appresa quando era adolescente, che lo ha portato quattro anni a Melbourne e che non smette di fargli girare il mondo. Prossima tappa, Stati Uniti: “Ho appena firmato un contratto di due anni con una galleria di New York” ha detto Contardi, a opera conclusa. “Sono contento di aver realizzato l’ultimo quadro prima della mia partenza proprio qui, nella mia città. Spero che le mie opere ispirino più gente ad avvicinarsi al cubo di Rubik, che di solito è visto come un passatempo da nerd”.

Contardi sta divulgando la sua arte soprattutto grazie alla Rete: il suo profilo Instagram conta oggi 350.000 seguaci. Ma i riconoscimenti non mancano nemmeno sulla piattaforma reale. Alle sue spalle ha già 72 partecipazioni in gare ufficiali, tra le quali tre mondiali, dove ha raggiunto un quarto e un secondo posto a Bangkok. E il suo record di risoluzione dell’enigma è attualmente di 9,43 secondi. Con una sola mano.

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Tribute to @bobmarley ~ 728 Rubik’s cubes.

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Bob Marley, Marilyn MonroeAmy Winehouse. Sono solo alcuni dei circa 40 volti che l’artista pesarese ha ridipinto attraverso il rompicapo architettonico. Ma alla fine della performance, ci tiene a specificare che “il quadro più difficile che ho fatto è forse quest’ultimo, il ritratto di Rossini”. Posato l’ultimo cubetto con circa un’ora d’anticipo sulla tabella di marcia, in piazza del Popolo si leva lungo un applauso. Contardi si alza in piedi e chiede scusa per le gambe che tremano, dopo i quasi cento minuti passati in ginocchio, a incasellare le mille facce di Rubik. Stringe le mani del pubblico e scatta foto con i bambini, mentre il viso a tinte fluo del compositore riposa al centro della scena, con uno sguardo burbero più vivido che mai.

Ad assistere alla performance, centinaia di persone, che si sono alternate lungo le transenne. “Quando Giovanni si è presentato con questa proposta ho capito che era un’occasione imperdibile per la nostra città” ha detto il sindaco Matteo Ricci. “Per noi è un onore poter vantare un artista come lui”.

L’opera fatta con le sue mani sarà esposta nei Musei Civici di Palazzo Mosca, per la celebrazione del 150° anniversario della morte di Giacchino Rossini.

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