Gli atleti del centro Francesca scendono in campo contro i propri limiti. E vincono ogni giorno

I ragazzi dell'associazione sportiva So Sport ai campionati di pallavolo
di LINDA CAGLIONI

URBINO – Veste con fierezza il bianco-azzurro del Napoli anche se il calcio non rientra tra gli sport che pratica. Le specialità di Salvatore Iacomino, 29 anni, sono infatti le bocce e l’atletica leggera. È in quest’ultimo settore che l’anno scorso, a Firenze, nel campionato nazionale Fisdir (Federazione italiana sport paralimpici degli intellettivo relazionali), si è guadagnato la medaglia d’oro.

“Mia mamma e mio papà mi guardavano dagli spalti. Quando mi hanno visto arrivare primo si sono fatti un gran pianto”, racconta Salvatore, che all’associazione So Sport del centro socio educativo Francesca è per tutti Sasà. A giugno scenderà nuovamente in pista a Padova per difendere l’oro conquistato lo scorso anno. Ma l’appuntamento più imminente per la So Sport è il campionato di bocce a Loano (Liguria) dal 4 al 7 aprile.

“All’inizio non ne voleva sapere di lasciare i genitori, rifiutava perfino di partecipare alle gite – spiegano Cristina Ranocchi e Gianni Villa, educatori del centro – poi sono riusciti a coinvolgerlo nella maratona di Roma e ha trascorso la sua prima notte fuori casa. L’abbiamo passata in bianco. Ma da allora è sempre il primo a preparare la sacca sportiva per lasciare la famiglia quando arriva il momento di partire per una gara”.

Oltre a Sasà, altri 26 ragazzi del centro Francesca sono tesserati alla Fisdir. Uomini e donne che hanno trovato nell’esercizio fisico un valido deterrente per sfidare i propri limiti, oltre che una passione da coltivare.

Monia, una delle ragazze della So Sport

Come Monia Matteucci, 39 anni a luglio, che si dedica alle bocce e alla pallavolo. “Dello sport mi piace tutto. A casa ho appeso una bacheca con tutte le medaglie vinte in questi anni”. O come Zaccheo Magnoni, 35 anni, campione nella staffetta e pilastro della squadra di pallavolo della So Sport, che ai campionati nazionali dello scorso anno si è aggiudicata il terzo posto: “Mi piace il lavoro di squadra. Quando c’è da scendere in campo non mi sento agitato. Sono tranquillo e concentrato sulla voglia di vincere”.

Durante l’anno si allenano più volte a settimana, anche con l’aiuto di giovani tirocinanti che vengono dalla facoltà di Scienze motorie. Ma una volta in campo, prima di ogni sfida, i ragazzi affrontano ogni aspetto in autonomia. “Devono prepararsi da soli – prosegue Ranocchi – anche questo rappresenta un passo per farli crescere. Seguono tutte le regole dello sport canonico, entrano nell’ottica di rispetto dei tempi e delle regole”.

Sarà anche grazie all’affinamento di ogni dettaglio che negli ultimi sei anni la So Sport è sempre riuscita ad aggiudicarsi il podio nella sfida per la Coppa Italia: “Ci muoviamo sempre tra il primo e il secondo posto. Gli ottimi risultati spingono i nostri ragazzi a fare ancora meglio”.

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