Le estetiste volontarie all’ospedale: “Regaliamo sorrisi a chi ha meno fortuna”

di ALICE POSSIDENTE

URBINO – La Pink room è una stanza dalle pareti rosa all’interno del reparto di oncologia dell’ospedale di Urbino. Uno spazio dedicato alle donne malate di tumore, dove vengono offerti alle pazienti trattamenti estetici gratuiti, massaggi, consigli per il make up. Un luogo dove le pazienti possono farsi coccolare e prendersi cura di sé, perché la guarigione non è solo fisica.

IL RACCONTO – “Massaggi e creme di bellezza ci aiutano ad affrontare malattia”

Entrando nella Pink room quasi ci si dimentica di essere in un ospedale. I dettagli sono molto curati: candele profumate, poltroncina rosa, tavolino e due sedie (anche loro rosa) stile salottino, lettino da estetista e lavandino professionale da salone di parrucchiere.

La Pink room, inaugurata il 6 dicembre 2018, è una realtà unica negli ospedali della provincia e in tutte le Marche c’è una struttura simile solo all’ospedale Torrette di Ancona. “Normalmente centri di questo tipo sono privati” dice Isabella Marini, caposala e membro di “Donne delle contrade di Urbino”, un’associazione urbinate nata nel 2015 con l’obiettivo di raccogliere fondi per le donne colpite da tumore.

Attualmente al progetto collaborano quattro estetiste, due parrucchieri, una psico-oncologa e una dietista. Tutti volontari che, a turno, danno la loro disponibilità, generalmente una volta al mese. Si tratta di personale qualificato, specializzato e abilitato al trattamento delle pazienti oncologiche. Eleonora Bicchiarelli si è formata al Policlinico a Milano dove ha seguito un corso dello Ieo, l’istituto europeo di oncologia fondato da Umberto Veronesi. Adesso fa parte dell’associazione Apeo, Associazione professionale di estetica oncologica. “Faccio volontariato – dice – per portare sollievo a chi è meno fortunato”.

“Donare un sorriso alla gente che soffre è bellissimo”, dice Laura Ranocchi, parrucchiera, e tra le fondatrici dell’associazione “Donne delle contrade”. “Qualche giorno fa ho accorciato la parrucca a una paziente, di più non possiamo fare, ma è importante dare il segno di un cambiamento, seppur minimo”, dice. Secondo Laura le donne all’inizio sono scettiche, vengono a conoscenza della Pink room soprattutto attraverso i volantini lasciati in reparto. È Laura a rispondere alle telefonate e a prendere tutti gli appuntamenti. “Chiamano quasi per curiosità. Durante il primo incontro non si confidano troppo”.

Le pazienti prendono tutte appuntamento per un problema specifico. C’è chi ha bisogno di un massaggio, chi di un consiglio per la ricrescita dei capelli, chi una cura delle unghie. La cura dell’estetica è però solo l’inizio di un percorso più profondo. Nella fase iniziale del trattamento, si fa un check up della persona, spiega Eleonora, ed inevitabilmente vengono fuori confidenze. I volontari oltre alla cosmetica, che necessita di attenzioni specifiche, lavorano anche sulle emozioni. “È necessario – dice Eleonora – alleviare la tensione sia a livello emotivo che muscolare”.

“La Pink room – spiega Isabella Marini – è soltanto un punto di partenza”. L’obiettivo del reparto di oncologia è assicurare un sostegno non solo terapeutico. L’ambizione è sviluppare progetti riguardanti la medicina integrata (massaggi, yoga) e l’arte terapia (musico terapia, danza terapia, book terapia) che curano anche l’aspetto psicologico e fisico, per garantire all’ammalato una guarigione non solo medica.

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