Il liceo di Urbino come un college americano, gli studenti texani immaginano il Raffaello del futuro

di LUCA GASPERONI

URBINO –  Il bando di concorso deve ancora uscire ma ci sono già otto progetti per il nuovo liceo di Urbino: a pensarci sono stati gli studenti texani in città che, in largo anticipo, hanno provato a disegnare il ‘college’ Raffaello che verrà. Il 27 novembre, infatti,  60 universitari americani al termine del periodo di scambio hanno messo in mostra allo spazio Data otto moderni progetti per la scuola superiore. Con un doppio obiettivo: superare l’esame di progettazione, essendo studenti di architettura al terzo anno e lanciare uno spunto alle istituzioni locali in vista dei lavori futuri.

I ragazzi texani, nelle Marche per via della collaborazione con l’UniUrb che va avanti da 7 anni, vanno in soccorso dei liceali urbinati, da settembre privi di spazi a causa della chiusura dell’istituto Raffaello. Il liceo, chiuso due mesi fa perché a rischio crollo, attende la demolizione: nel frattempo i ragazzi sono stati distribuiti in vari edifici in città.

Il liceo Raffaello diventa un esame

Nella sala del Maniscalco di Urbino, gli studenti dell’università di San Antonio in Texas (Utsa) hanno presentato i progetti, frutto di un mese e mezzo di lavoro, mentre gli insegnanti passeggiavano tra i pannelli espositivi, guardavano i disegni e decidevano le valutazioni. All’origine dell’esame a ‘tema locale’ c’è stato lo stimolo del Comune che ha consigliato ai tutor di trarre ispirazione dai recenti fatti accaduti per il secondo “work assignment” dei ragazzi.

Gli insegnanti hanno colto la palla al balzo e gli universitari si sono messi al lavoro cercando di dare forma a un liceo moderno capace di integrarsi con il territorio e l’eredità storica della città. Il risultato è l’esibizione pomeridiana in sala Data, aperta al pubblico, con pannelli tappezzati di scansioni, planimetrie e render. A cui si aggiungono tavoli pieni di modellini e ricostruzioni 3D sul computer.

Esibizione dei progetti alla sala del Maniscalco di Urbino

Uno spunto per il futuro

“Una splendida iniziativa, sono venute fuori tante idee di ottimo livello “, commenta il dirigente del servizio urbanistico provinciale Maurizio Bartoli che non esclude di “trarre ispirazione per il nuovo modello del liceo” da qualcuna delle proposte.

Appena verranno sbloccati i fondi di finanziamento verrà bandito un concorso, probabilmente a due fasi, anticipa il dirigente urbanistico, “la prima sarà semplice per dare la possibilità a tutti di proporre e scremare un po’, quella successiva per scegliere tra un ventaglio ristretto”. Anche se nel mezzo bisognerà aspettare un po’: “Non saranno tempi biblici, noi cercheremo di stringere – assicura Bartoli – ma di sicuro ci vorranno almeno tre anni”.

Un liceo Raffaello in versione college

Al termine di una breve presentazione iniziale sul palco, gli studenti americani, divisi in otto team di lavoro, hanno illustrato i vari modelli architettonici. Il punto di partenza comune è stato un documento, creato dai tutor, con tutte le informazioni su morfologia del territorio, vecchia scuola e obiettivi da raggiungere.

I team di progettazione hanno sviluppato varie elaborazioni architettoniche “provando ad aprire o chiudere la struttura di base, rimodulando gli spazi e inserendo nuove caratteristiche”, riassume una delle loro tutor italiane, Monica Mazzolani, dello studio De Carlo. Il tutto senza perdere di vista l’introduzione di elementi di integrazione con il territorio, per non rendere la scuola ‘estranea’ a Urbino.

C’è chi ha progettato un complesso a due piani: al piano superiore appartamenti per residenti e sotto la scuola; chi ha pensato a un edificio semicircolare tutto a vetri, chi ancora a una versione campus con parco, mensa e spazi collettivi sotto ai porticati al piano terra.

“L’edificio era in una zona di versante, presentava dei dislivelli, una cosa difficile da affrontare per persone che vivono in un territorio piatto come il Texas”, spiega Mazzolani, orgogliosa dei prodotti finali: “Sono stati davvero molto bravi”.

L’asse Marche – Texas

Soddisfazione anche da parte degli insegnanti americani. Uno di loro, Curtis Fish, ringrazia gli studenti per l’impegno e si augura “che in futuro la vostra vita sia fatta di tutto questo: architettura, novità, nuove esperienze e tanti viaggi”.

La collaborazione tra Utsa e UniUrb, attiva dal 2012, ha soddisfatto entrambi le parti favorendo lo sviluppo di idee, l’integrazione nel tessuto universitario e lo scambio di conoscenze. L’intenzione è rendere questo rapporto ancora più stretto. “L’università texana dovrebbe aprire una microsede qui e coinvolgere ancora più ragazzi”, suggerisce Mirko Marinelli, responsabile dell’Utsa a Urbino che si immagina un giorno di riuscire a “creare una laurea doppia italo-americana e aumentare il confronto intrauniversitario nel settore della ricerca”.

Ragazzi al lavoro prima dell’esibizione

Un ricordo da lasciare alla città

A pochi giorni dalla fine dello scambio, per i ragazzi non è solo un esame universitario ma anche un modo di restituire qualcosa alla città che li accolti per tre mesi, a cui molti sono affezionati. “Questo posto è unico per città e paesaggio”, dice Matt a cui fa eco il compagno di team John, secondo cui ogni giorno equivale “a camminare nella storia, è incredibile”.

Senza dimenticarsi del teatro Sanzio, le mura cittadine e la fortezza Albornoz, alcuni dei posti preferiti degli studenti che conservano un ottimo ricordo delle conoscenze fatte nei tre mesi a Urbino. “In una città come questa conosci tutti, fai un sacco di amicizie, è stato bello”, ribadisce Jason, “ci sono ‘good vibes’ qui, la città è piccola ma ricca di cose, le persone vogliono socializzare, c’è un giusto equilibrio”, aggiunge Amy prima di allontanarsi perché è il momento della valutazione per il suo gruppo. Si tratta dell’ultimo impegno per i ragazzi che poi si dedicheranno solo a fare festa per l’ultimo weekend urbinate: da domenica, infatti, i ragazzi prenderanno il volo di ritorno in direzione Usa.

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