Raffaello vestito di carta. Star nell’Open day della scuola elementare di Gadana

di LINDA CAGLIONI

URBINO – Oltre le mostre dedicate a Raffaello da Roma a Washington, oltre le polemiche urbinati tra maggioranza e opposizione sui ritardi delle celebrazioni, esiste un altro binario su cui corre il cinquecentenario della morte del pittore. Lontano dalle luci della ribalta, porta alla scuola elementare di Gadana (parte dell’istituto Pascoli). Dove i 18 allievi della classe quinta hanno dato vita a una giornata di accoglienza per i bambini della materna, tutta incentrata sulla figura del Divin Pittore.

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“Abbiamo sfruttato il cinquecentenario per dare un tema forte all’Open Day del nostro istituto – ha spiegato la referente Simonetta Vittoria. – Oltre alla storia del pittore simbolo della nostra città, i ragazzi raccontano la quotidianità tra queste mura scolastiche, e i progetti più interessanti”.

Così, tra l’esposizione di iniziative come il gemellaggio con la scuola ugandese di Kampala e quella sull’orto in cortile, i “grandi” di quinta hanno aggiunto una pennellata di colore (è proprio il caso di dirlo) alla giornata di Open Day e alla figura di Raffaello.

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La vita del Divin Pittore ne è uscita arricchita, piena di dettagli inediti e vivaci, inventati dagli stessi allievi. Dietro le tendine celesti del teatrino preparato per allietare la visita di piccoli e famiglie, ha fatto così capolino la marionetta di un Raffaello bambino, impegnato a giocare con gatti e galline parlanti. Guest star anche il papà Giovanni (Santi) e la mamma Magia Ciarla, anch’essi in versione marionetta, riproposti come genitori incuriositi dal talento per pennelli e colori mostrata dal figliolo.

“Abbiamo pensato che riagganciarci a Raffaello potesse essere un modo per incuriosire i nostri piccoli ospiti – ha raccontato la docente Marsina Martinelli – la storia che abbiamo proposto nello spettacolo l’hanno inventata i ragazzi. Si sono preparati tanto. Perché l’idea di accogliere i bambini della materna li emozionava. E sono certa che questa giornata li abbia resi grandi per davvero”.

Ultima tappa del tour, è stato il laboratorio artistico. Attorno a un tavolo disseminato di decine di pupazzi di cartoncino del genio urbinate, gli invitati si sono divertiti a vestire e a spogliare Raffaello. A vegliare sull’attività di attacca-stacca c’erano gli stessi studenti di quinta. Che, con fare amorevole, tramandavano l’arte della cura e della pazienza appresi in cinque anni ai piccoli eredi dei loro banchi di scuola.

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