I capolavori di Raffaello nelle microincisioni a bulino. La mostra a Urbino

Microincisioni Raffaello
di FEDERICO SOZIO

URBINO – Alle pareti di un’unica stanza, nell’oratorio di San Giovanni Battista di Urbino, trovano posto la Deposizione Borghese, lo Sposalizio della Vergine, e il celebre Autoritratto di Raffaello. Riprodotti con stampe da matrici di metallo, esposte assieme ai disegni preparatori delle banconote con l’effigie del “Divin pittore”. Anche l’incisione a bulino è un’arte e ha i suoi maestri. Bruno Cerboni Bajardi, Gunnar Nehels e Sergio Pilosio si sono fatti ispirare dai capolavori del Rinascimento per l’esposizione dal titolo “Il futuro signori miei più non sia soltanto accademica vetusta ripetizione” – curata da Giuliano Santini (Kaus Urbino), Bruno Cerboni Bajardi e Francesco Righi – aperta il 4 febbraio e visitabile fino al 31 marzo.

Grazie a mesi di lavoro i dettagli incisi, i tratti più fitti e più radi, le linee e i punti, da lontano replicano i profili e le sfumature delle creazioni originali. E danno forma e profondità alle opere di Bajardi (che dal 2019 dirige l’Accademia Internazionale dell’intaglio a bulino di Urbino la Bcb Academy) e i maggiori maestri dell’incisione a bulino, il sottile scalpello con la punta in acciaio utilizzato per definire ogni singolo particolare. Il tutto si può osservare da vicino grazie ad una piccola lente di ingrandimento posta al fianco di ogni stampa.

Un mestiere dimenticato

Produzione di incisioni per le carte valori e impegno nella diffusione e nell’insegnamento dell’arte incisoria a bulino sono alla base dell’attività di Bajardi, che spiega: “Il progetto di questa mostra nell’anno del cinquecentenario dalla morte del ‘Divin pittore’ vuole apparire come una piccola vetrina. Il padre di questa tecnica è l’arte orafa e l’obiettivo è quello di recuperare un mestiere raffinato, un’arte dal lavoro minuzioso che ha come protagonista il bulino, uno strumento antichissimo che dalla fine del 1400 venne utilizzato nell’incisione di traduzione delle opere dipinte, in particolare nella cerchia di artisti e incisori legati all’ambito artistico di Raffaello”.

Dall’800 l’incisione a bulino ha lasciato spazio alla fotografia, una soluzione più rapida e precisa nella riproduzione delle opere: “Quando la fotografia ha preso il sopravvento questa tecnica è stata preservata dalle banche centrali come elemento di sicurezza nella produzione di banconote per evitare le falsificazioni, mentre nell’ambito artistico è stata abbandonata – spiega Bajardi – ma negli ultimi anni, l’arrivo del digitale ha cancellato la tecnica dell’incisione a bulino anche all’interno delle banche centrali”.

Come i “poster” nel Rinascimento

Da qui l’idea di Bajardi di fondare un’accademia con maestri nella tecnica dell’intaglio a bulino attivi sul panorama internazionale: “Vogliamo evitare l’estinzione di questo mestiere. Mi sono ispirato allo spirito di Raffaello che utilizzava questa tecnica per divulgare le sue opere, in particolare i suoi affreschi. Nel Rinascimento il vantaggio dalla divulgazione attraverso la tecnica dell’incisione a bulino era proprio quello di utilizzare un’unica matrice in metallo per riprodurre numerose stampe. La Bcb Academy, come in un’antica bottega rinascimentale, sviluppa un ampio percorso di produzione artistica e didattica del disegno e dell’incisione” conclude Bajardi.

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