Canzoni dall’appartamento: le nuove uscite musicali a Urbino

Foto di Davide Nocco, pagina Facebook Fuoritema

URBINO – Nel 1969 Leonard Cohen va in studio per la seconda volta e registra Songs from a Room. L’album si apre con Bird on a wire, una canzone creata nella solitudine di una stanza ma rivolta al mondo fuori, suonata in casa e registrata in studio. Come la musica a Urbino in questi tempi, divisa in due. Una cosa è certa, da quella chiusa in camera fino a quella illegale dei festini nelle case, la scena è viva.

Il 31 maggio uscirà su tutte le piattaforme musicali La tenerezza, singolo dell’album Bella di Stefano Pepe Mauro. “Bella è dedicata alla donna ideale, quella donna con cui ti ci trovi bene come se fosse tua sorella… meglio che non sia tua sorella, però.” L’artista a tutto tondo, cinquant’anni e due figli, è arrivato a Urbino dalla Calabria nel 1987, gli anni d’oro dei musicisti a Urbino. Stefano si inserisce nell’ambiente capendone al volo spinte e risacche, creando il festival Territorio Musicale e collaborando nelle ultime edizioni con Frequenze Disturbate. È anche grazie a lui se John Cale – ex Velvet Underground– ha suonato a Urbino in un tour del 2006 che vedeva come unica altra tappa italiana Milano. Da anni lavora in Francia con la compagnia Aller-retour Théatre e la pandemia lo ha sorpreso mentre era in tour proprio in Italia, così è tornato nella sua Urbino.

Foto da Facebook Manuel Lorenzetti

Manuel Lorenzetti, invece, c’è sempre stato. Anche lui con due figli, canta la sua “città doppia”, tranquilla e tentatrice, piena di giovani che però vanno via troppo presto, in lotta tra locale e globale. Vale anche per lui: se è vero che è da sempre qui, il suo nuovo disco, La strada meno battuta (Guttemberg, 2020), è il resoconto di dieci anni vissuti sulla strada, come il viaggio in Vespa fino a Malaga. L’album ha sonorità gipsy ma rimane sul cantautorato: “Il genere lo definisco Dip, cioè dipendente, perché nella musica indie (da indipendente, ndr) non mi ci riconosco”. Personaggio storico nella musica da club urbinate, Manuel è tornato allo studio Aelectra di Lello Piergiovanni, per registrare un altro disco: Noli me tangere, fuori a novembre. Forse al nome pensava da tempo, ma il Covid ha senz’altro reso la massima di Gesù estremamente attuale: “non mi toccare”.

Foto di Emile Antic

Ai due si è unito nel tempo, ritagliandosi uno spazio importante sulla scena, Fred Ostile, un esempio di come si può arrivare a Urbino da studente e rimanerci come musicista. Inizia a suonare a 24 anni nella Carmen City Band e nel 2013 si mette in proprio. A marzo 2020 esce il suo primo disco, Senza Fretta – un disco intimo e riflessivo pensato in campagna che riprende le atmosfere jazz dei suoi lavori precedenti. Fred ha suonato con tutta la fauna musicale dei locali e prova che la musica vive a Urbino, come Urbino d’altronde vive di musica. Il Caffè del sole, ad esempio, ha un piano e una chitarra, come il Fuoritema. Il locale aveva tenuto compagnia durante la pandemia agli appassionati con la serie di concerti Stay On, organizzati da Keep On Live, e proprio al Fuoritema si sono conosciuti durante una jam session Gabriele, Michele e Alessandro.

I tre amici hanno deciso dopo quasi due anni di jam di formare un gruppo, con l’aggiunta del flautista-pianista David, una dirompente unione di poesia, funky, jazz e metal. Si chiamano ELAm900 (Estrema leva Artistica musicale) e durante la pandemia hanno registrato nella casa di montagna di Gabriele il loro primo album, Un inverno all’inferno. Il primo singolo, Caanan, uscirà a breve. Era già successo coi Vergine, band che ha firmato con la Nufabric e recensiti su Rumore. I momenti di creazione artistica sono una necessità che non è morta con la pandemia: chi sapeva di poter uscire di casa con uno strumento qualsiasi e incontrare il resto della banda in Piazza della Repubblica, con il lockdown ha solo trasportato questo spirito in casa.

Musica fatta in casa e pronta per l’ascolto, da chi ha provato –a modo suo- a essere libero.

About the Author

Enrico Mascilli Migliorini
Irpino innamorato di Napoli e del mare, parlo solo e volentieri di musica: Leonard Cohen, Tom Waits, David Bowie e, scontato, i Beatles. Nasco nel 1994 e mi laureo in Storia con una tesi sulla censura e il primo catalogo dei libri proibiti nella triennale a Firenze. Nella tesi di laurea magistrale a Bologna ho deciso di studiare il popolo rom, detto zingaro, diventato parte integrante della mia vita soprattutto grazie al progetto CNR-UE Municipality 4 Roma..

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