Urbino teatro urbano: via al festival con parata degli artisti nelle vie del centro

Gli attori e le attrici dell'Accademia in scena sulle scale del Duomo. Foto di Sara Spimpolo
di ENRICO MASCILLI MIGLIORINI E SARA SPIMPOLO

Canti, balli, battute di teatro sugli scalini del Duomo e in piazza Rinascimento: è quello che si sono trovati davanti urbinati e turisti che hanno attraversato ieri sera le vie del centro storico in occasione della parata degli artisti che ha inaugurato il festival Urbino teatro urbano.

“Il teatro è respiro” lo dice Andrea Giaretta, che interpreta Bottom in Sogno di una notte di mezza estate, di William Shakespeare, lo spettacolo che apre il festival, “è il respiro degli attori e degli spettatori, dell’empatia che si crea in questo incontro”. Insieme agli altri attori e alle altre attrici dell’Accademia internazionale delle arti dello spettacolo di Versailles, Giaretta ha animato le vie di Urbino per una performance che ha anticipato la rappresentazione, portandosi dietro una folla curiosi. C’è voglia di riprendere a fare teatro dal vivo, dopo un anno e mezzo di pandemia, che ha messo a dura prova il settore dello spettacolo.

Video di Stefano Scibilia

Gli undici ragazzi dell’Accademia, provenienti da diverse parti del mondo – Francia, Ecuador, Romania, Colombia, e ovviamente Italia – si sono conosciuti proprio nell’anno del Covid, iniziando le prove online. Leonardo Fardin, alias Lisandro, seguiva la quarta liceo, Andrea e Michela Lo Preiato (la regina Ippolita) lavoravano, e quando si sono visti di persona – dicono – “è stato elettrizzante. C’era un’energia speciale nell’aria”. “Il nostro istituto – dice al Ducato Carlo Boso, fondatore dell’Accademia – non si è mai fermato”.

“Molti ragazzi che si sono diplomati con me ora sono con la testa sui bandi per cercare di tenersi attivi”, racconta Lo Preiato, che si è diplomata alla scuola Garzone di Bologna e poi ha fatto il provino per l’Accademia: “Noi siamo stati fortunati”. Andrea e Michela hanno visto ieri Urbino per la prima volta, ma sono già molto contenti dell’accoglienza ricevuta dalla città e dell’organizzazione del festival: “Ci hanno tratto come professionisti e ci hanno lasciati liberi di pensare solo al lato artistico, perché il resto è ben organizzato”, dice Lo Preiato.

Urbino teatro urbano nasce nel 2016 dall’iniziativa di alcuni studenti della Facoltà di Lettere, che partono da un progetto su Plauto. Importante per la loro formazione è una tappa a Losanna, dove, sulla scorta di esperienze locali, pensano di dare una forma strutturata alla loro idea di teatro, creando il Centro teatrale universitario, nucleo di quello che è oggi il festival. “Urbino è l’unico centro teatrale che gestisce progetti di formazione di raggio internazionale” spiega al Ducato Monica Bravi, presidente del Centro.

Boso è d’accordo: “In Italia il problema del teatro è la burocrazia. Urbino invece è popolare e internazionale, perfetto per la commedia dell’arte e infatti a Urbino c’è l’esempio del professore Roberto Mario Danese, grande studioso di Plauto. Urbino poi è l’unica in Europa a fare corsi di amministrazione teatrale. Ecco perché le richieste di adesione al festival sono tantissime: quest’anno, per 20 posti, abbiamo avuto 300 candidature”.

Una di queste è la compagnia di Antonella Salvatore, co-direttrice del teatro Off abarico (sede dell’Istituto teatrale europeo), che si occupa di teatro e terapia espressiva. È venuta a Urbino perché “qui si studia anche comunicazione e formazione del pubblico per prepararlo allo spettacolo”, dice al Ducato. E questa parata ne è la prova: non solo manifesti, ma ricerca di partecipazione attiva del pubblico per invogliarlo a tornare a teatro.

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