Prefetto Ricciardi al Ducato: furti e spaccio fra le criticità della provincia

Il prefetto di Pesaro e Urbino, Tommaso Ricciardi con il rettore dell'Università, Giorgio Calcagnini

URBINO, 13 LUG.- Fra le situazioni da monitorare sul territorio di Pesaro e Urbino, ci sono episodi di delinquenza comune, furti in appartamento, ma anche  rapine, cui, in particolare a Pesaro, va aggiunto lo spaccio e il consumo di sostanze stupefacenti. Lo ha oggi detto Tommaso Ricciardi, prefetto della provincia da fine maggio, intervistato dalla redazione del Ducato.

Insieme al prefetto, in visita all’Istituto per la formazione al giornalismo di Urbino, c’era il rettore dell’Università di Urbino Giorgio Calcagnini.

“Se dovessi comunque fare un’analisi, a un mese e mezzo dal mio arrivo, direi che sono ottimista. Vengo da Trapani, un territorio con molte e più gravi problematicità”, continua Ricciardi. “Le forze di polizia di Pesaro e Urbino in questo anno hanno dovuto soprattutto arginare la pandemia, evitando il dilagare dei contagi”: questioni che prima riguardavano l’ordine pubblico sono diventate un problema per la salute di tutti.

Une esempio è la movida urbinate: “Se prima due bottiglie lasciate su un muretto non creavano un grande problema, con il covid questo è cambiato.”, osserva il prefetto. Fra gli strascichi legati al covid, ci sono anche le multe alle persone che si ostinano a non prendere le precauzioni necessarie contro la pandemia.

“Bisogna considerare anche il fattore psicologico”, nota Ricciardi “Urbino è una città di studenti e la movida ci sarà sempre, ma bisogna fare attenzione a che il senso di libertà dato dalla zona bianca e dalla vittoria agli Europei di calcio non ci faccia finire come l’anno scorso”, quando l’autunno portò una ricaduta generalizzata.

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Enrico Mascilli Migliorini
Irpino innamorato di Napoli e del mare, parlo solo e volentieri di musica: Leonard Cohen, Tom Waits, David Bowie e, scontato, i Beatles. Nasco nel 1994 e mi laureo in Storia con una tesi sulla censura e il primo catalogo dei libri proibiti nella triennale a Firenze. Nella tesi di laurea magistrale a Bologna ho deciso di studiare il popolo rom, detto zingaro, diventato parte integrante della mia vita soprattutto grazie al progetto CNR-UE Municipality 4 Roma..

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