Soldatessa ferita nel 2018: sentito il consulente del pubblico ministero

Tribunale di Urbino

URBINO, 14 OTT – Nel processo per il ferimento durante un’esercitazione nel 2018 della soldatessa Valeria Malerbi, oggi sono stati sentiti dal Tribunale di Urbino il colonnello Carmine di Matteo, l’ufficiale della Folgore Paride Minervini in quanto consulente del pm e l’istruttore dell’Esercito Benedetto Vinciguerra come esperto sui fatti. Vinciguerra era già stato sentito in precedenza come consulente della difesa di uno degli imputati.

Dopo una lunga udienza durata sette ore, il giudice del Tribunale di Urbino Francesca D’Orazio ha dichiarato chiusa la giornata e fissato il proseguimento del processo all’11 novembre. Nella scorsa udienza la parte lesa aveva ricostruito dal suo punto di vista l’incidente e raccontato la faticosa riabilitazione cui ha dovuto e deve sottoporsi.

La sentenza è prevista a gennaio.

Competenza e sicurezza

Al centro della seduta di oggi la sicurezza dell’area dell’esercitazione e la competenza dei militari che hanno usato il mortaio che esplose il colpo che ferì la Malerbi o vi erano vicino. Il primo teste, di Matteo, era capoufficio vigilanza Stato Maggiore Esercito all’epoca dei fatti. L’ufficio vigilanza opera come un’azienda sanitaria locale e e i suoi ispettori hanno la stessa funzione degli ispettori Asl. Insieme a Vinciguerra verificò come avveniva l’uso e la manutenzione del mortaio subito dopo il fatto.

Il pm Andrea Boni chiede se il personale vicino al mortaio era qualificato. Il regolamento richiede, infatti, prima di operare su certi pezzi d’artiglieria, un corso da mortaista. Nel corso degli accertamenti si è scoperto che qualcuno non era correttamente formato. Tra questi Alessio Prisco, che aveva il compito di preparare il tiro il giorno dell’esercitazione.

Molti interrogativi ancora irrisolti

In seguito al dibattito odierno, l’11 novembre i difensori dovranno provare che Prisco ha effettuato almeno quattro settimane di corsi da mortaista, perché ci sono stati troppi “se” durante il dibattito.

Non si è certi del funzionamento del GPS nei nuovi mortai modello 81, della presenza delle mappe, di chi ha delimitato l’area pericolante e non si capisce perché, se si trattava di un’esercitazione a colpo singolo, ne siano stati sparati due di seguito. Il pm ha mostrato un disegno con due cerchi. Sono le due aree pericolose (dette ‘campana di sgombero’) che risultano dai calcoli effettuati da due perizie differenti. Secondo una di queste, l’ambulanza dove la Malerbi prestava servizio era dentro il cerchio.

Il nucleo che effettua i calcoli prima del lancio è detto Soa. L’ufficiale Colavita fece i calcoli quel 12 giugno 2018 e sarà sentito l’11 novembre.

emm

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Enrico Mascilli Migliorini
Irpino innamorato del mare parlo solo e volentieri di musica. Nasco nel 1994 e mi laureo in Storia con una tesi sulla censura e il primo catalogo dei libri proibiti nella triennale a Firenze. Nella tesi di laurea magistrale a Bologna studio il popolo rom, detto zingaro, diventato parte integrante della mia vita soprattutto grazie al progetto CNR-UE Municipality 4 Roma.

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