Si torna a ballare sulla pista dell’Enjoy: “Finalmente, Urbino sembrava un deserto”

di ENRICO MASCILLI MIGLIORINI E STEFANO SCIBILIA

URBINO – Riparte la movida urbinate anche in discoteca con la “prima” dell’Enjoy, che riapre dopo due mesi di stop. Capienza al 50% all’interno e al 75% negli spazi all’aperto e locale quasi pieno, al massimo del possibile. “Non aspettavamo altro, se non ci fosse stato l’Enjoy non sarei uscito nemmeno”, dice Simone, 21 anni, studente di Scienze motorie originario della provincia di Lecce. Dopo aver raccontato i problemi di due mesi di chiusura con il duro stop di Capodanno, Il Ducato è andato all’apertura per raccontare il ritorno della “febbre del giovedì sera”. E infatti sono tanti i giovani che, green pass alla mano, superano i controlli sanitari e si fiondano in pista.

Per entrare bisogna superare due controlli. Il primo, posto tra il parcheggio e l’entrata, all’inizio di una piccola salita, è il punto di raccolta. “I ragazzi sono arrivati intorno alle 23.15”, dice un addetto all’ordine della Campana servizi sicurezza. A mezzanotte il cordone si è alzato già dieci volte, i ragazzi entrano tra i 10 e i 20 alla volta. Poi, prima dell’ingresso, il controllo green pass. Il picco avviene intorno a mezzanotte e venti, ma anche in quel caso la fila scorre rapida: “Se gli ingressi sono veloci faccio passare tre o quattro persone alla volta ogni poco, ma se la coda è molto vicina faccio aspettare. Allora ne faccio entrare anche dieci”, dichiara l’addetto al controllo del certificato verde e alle mascherine, che vanno indossate anche all’aperto se in luoghi assembrati come le code. Ma in pista possono tornare in tasca o al polso.

Dalla sala si sente un ritmo di quattro quarti che prosegue mentre il genere cambia: dalle hit di Elettra Lamborghini alla spagnola Rosalia il dj pesarese Elion sceglie il reggaeton per iniziare la serata, poi entrano i suoni più elettronici della trap. I ragazzi ballano già in fila, mentre il titolare Samuele Sorrenti entra ed esce dal locale. Parla a un piccolo microfono che ha attaccato al riverso della giacca. Comunica costantemente con le otto persone addette alla sicurezza dentro e fuori il locale, muovendosi tra il parcheggio e l’entrata. “Controlla quel ragazzo con il cappellino”, dice abbassando la testa verso il piccolo microfono, “sta facendo dei movimenti strani”. Passa qualche minuto e un giovane viene avvicinato da un buttafuori. “Vieni con me, usciamo con le buone”, gli dice.

Oltre a lui, gli unici a non entrare sono uno con il green pass non valido e, dicono al Ducato i dipendenti dell’Enjoy, dei volti noti. “Abbiamo una lista da quando abbiamo aperto il locale”, spiega Sorrenti. “Non pretendo massimo ordine, è pur sempre una discoteca, ma non voglio violenze o casini, qui la gente deve innanzitutto divertirsi.- continua. Mi dispiace metterla così, ma se sbagli una volta ti sei giocato l’unica discoteca della città”. I gruppetti che animano la serata sono diversi per interessi ed età, alcuni che sembrano usciti da altre ‘epoche’. Ci sono i lavoratori e gli universitari, quelli vestiti firmati ma anche i punk con le borchie al collo e i “figli dei fiori” con i capelli sciolti o a trecce e i vestiti lunghi e colorati.

“Da novembre sembrava il deserto”

Alessio ha 21 anni e viene da Pesaro e, come altri in fila, freme per entrare. “Ogni tanto andavo a Riccione, ma a essere sincero aspettavo che riaprisse l’Enjoy. Qui a Urbino è più facile conoscere persone che vengono da luoghi diversi dell’Italia o anche dall’Europa”. Urbino infatti si conferma anche in discoteca una meta Erasmus. Maria, 21 anni di Madrid, ride con i suoi amici, in tutto una ventina. Tutti a maniche corte anche fuori alla sala da ballo. “Sono qui da settembre e anche se Urbino è piccola non mi pento di essere venuta qui”, dice. “Certo, ora che è aperto l’Enjoy si nota la differenza, non vedevamo l’ora di tornare a ballare tutti insieme”. Marco invece è della provincia di Fermo e ha 23 anni e studia scienze motorie. “A settembre e ottobre, con gli studenti in giro, si stava bene, ma da novembre in poi sembrava il deserto del far west”, dice. Rafforza il concetto Khadija, 21 anni, di Fermignano. Vive a Urbino da un anno, da quando ha iniziato gli studi in Informazione media e pubblicità (Imp): “Da dicembre a una settimana fa è stata dura, senza studenti in città – afferma -. Ieri (mercoledì 17 febbraio, ndr) in centro sembrava un giovedì, forse proprio perché si sapeva che avrebbe riaperto la discoteca”.

Dopo le due ormai arrivano solo gruppetti da tre o cinque persone, la maggior parte è già entrata dentro e, tolte le mascherine, sta rilasciando tutta l’adrenalina trattenuta per mesi ballando a ritmo dei classici della house come Freed from desire. Anche chi non si conosce si sorride quando ci si scontra nel solito “dentro-fuori” per uscire a fumare e poi rientrare di fretta quando parte La canzone nostra. In sala si cantano i brani di Blanco che hanno tenuto compagnia a tanti giovani durante la pandemia, compresa l’ultima “Brividi”, composta con Mahmood e vincitrice del Festival di Sanremo 2022. Ancora sull’onda del festival della canzone italiana, il dj annuncia la serata e poi fa partire “Dove si balla”, brano proposto all’Ariston da Dargen D’Amico. Sono le quattro, si accendono le luci e la serata finisce con l’immancabile coro: “Se non metti l’ultima noi non ce ne andiamo”.

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