A Pesaro e Urbino gli iscritti al liceo artistico sono il doppio della media nazionale

Di ALICE TOMBESI

URBINO – La passione per il disegno è nata insieme ad Alessandro che oggi lavora come grafico e fumettista. Carlo ha frequentato il liceo artistico Scuola del Libro di Urbino quando la sede era ancora a palazzo Ducale: ancora dopo 36 anni d’insegnamento, continua a pitturare e incidere. Michele invece è uno stampatore digitale e grafico.  C’è poi Alice, insegnante di danza classica che per i suoi allievi ogni anno crea le scenografie degli spettacoli. Sono le storie di chi – partito dalla Scuola del Libro di Urbino –  in un modo o nell’altro ha fatto sì che l’arte trovasse spazio nella propria vita. Ed è significativo il dato pubblicato dall’Ufficio scolastico regionale per le Marche sulle iscrizioni alle scuole superiori 2022/23: nella provincia di Pesaro Urbino 12 studenti su 100 hanno scelto l’indirizzo artistico. Oltre il doppio rispetto ai 5 studenti su 100 della media nazionale e alle percentuali più basse nel resto delle province marchigiane (Ancona 4,4%, Ascoli Piceno 5,0%, Fermo 7,9% e Macerata 5,6%).

Scuola del Libro di Urbino, il 95% degli studenti parte da lontano

A Urbino, quando si parla d’arte non può non essere nominata la Scuola del Libro. Un tempo istituto, oggi è un liceo che “apre agli studenti tutte le strade offerte da questo tipo di scuola e al contempo offre la possibilità di esprimersi uscendo fuori dai linguaggi della comunicazione tradizionale” dice al Ducato la dirigente scolastica Bianca Maria Pia Marré. Sebbene la sua scuola non abbia subìto una variante significativa nei nuovi iscritti (nel 2021 erano 139, nel 2022 138), mette in evidenza un altro aspetto fondamentale: il 95% degli studenti viene da fuori: “Fanno sacrifici enormi, molti si svegliano alle 5 del mattino per poter venire a scuola qui a Urbino ma sono molto motivati e il sacrificio non pesa”. Gli indirizzi sono diversi: c’è quello della grafica, il design del libro, la tecnica incisoria, disegno animato, cinema e fotografia.

“Potenzialità artistiche che affascinano. Richiesti dalle aziende”

Per la dirigente scolastica del liceo artistico Mengaroni di Pesaro, Serena Perugini, l’evoluzione in positivo nella scelta dell’indirizzo d’arte è dovuto a diversi aspetti: “Quest’anno l’aumento degli iscritti alle classi prime è stato di 30-40 rispetto al 2021/22, ovvero 200-220 in totale, non abbiamo ancora calcoli definitivi – spiega Perugini – corrisponde a un aumento di una, due classi”. Il Mengaroni offre sei indirizzi diversi, architettura, arti figurative, audio visivi, fashion design, interior design e grafica . “Molte aziende ci chiedono – una volta concluso il percorso scolastico – i nominativi dei ragazzi perché magari hanno la necessità di avere un grafico o un progettista. I giovani hanno quella freschezza che alle aziende interessa. Sono ragazzi unici, hanno queste potenzialità artistiche che affascinano” afferma Perugini.

Barilla, Coca Cola, Adidas, Levis: le grafiche di Baronciani

Per Alessandro Baronciani, ex allievo della Scuola del Libro, il passaggio da istituto a liceo ha comportato un cambio di rotta: “Rispetto alla fine degli anni Novanta, quando frequentavo io, le iscrizioni sono calate per un fatto di spopolamento ma non solo: l’istituto insegna direttamente il mestiere, a differenza del liceo che prepara per un percorso universitario” dice al Ducato. La preparazione ottenuta dalla Scuola di Urbino, tuttavia, gli ha consentito di proseguire la sua passione per il disegno e di farla diventare un lavoro. “Ho trascorso 5 anni al liceo artistico all’indirizzo di disegno animato e poi due anni di perfezionamento in cui disegnavamo e basta”. Dopo essersi diplomato e aver ottenuto l’abilitazione professionale viene assunto a lavorare in un’agenzia pubblicitaria di Milano: “Avevamo come clienti Levis, Coca Cola e mi occupavo del visual, preparavo le idee di pubblicità da proporre al cliente. Poi ho fatto l’art director e alla fine – dato che mi piacevano i fumetti – sono venuto via. Ora lavoro sia come grafico che come fumettista per diverse aziende. L’ultimo lavoro è stato per Barilla ma anche alcuni libri illustrati come quello di Samantha Cristoforetti.

Alessandro Baronciani

Carlo Iacomucci: “Dovevo diventare fabbro. Dopo 36 anni ancora incido e pitturo”

“Mio fratello era un fabbro, si chiamava Felice e i miei pensarono di iscrivermi all’istituto d’arte di Urbino che all’epoca stava insieme alla Scuola del Libro. Mi sono diplomato come maestro d’arte nel 1961. I miei genitori credevano che sarei andato a lavorare con mio fratello ma andando avanti ho capito che non era il mio futuro”. La storia di Carlo Iacomucci è dinamica e variopinta quasi quanto le sue pitture. Nato a Urbino nel 1949, ha frequentato l’istituto d’arte quando ancora le sue aule erano dentro le mura altissime di Palazzo Ducale. Dopo aver finito la scuola è stato chiamato a fare il militare a Roma: “La fortuna volle che lì ci fossero delle stamperie e che il titolare provenisse da Urbino. Ho assorbito molto e conosciuto diversi artisti. Tornato a Urbino ho frequentato un corso internazionale di calcografia e nel frattempo mi sono iscritto all’Accademia di belle arti di Urbino nella sezione della pittura” racconta Iacomucci al Ducato. A ventiquattro anni la prima cattedra: dal 1973 al 2008 all’Accademia di Belle Arti di Lecce a soli 24 anni poi al liceo artistico di Varese e di Macerata. “Oggi continuo a incidere e pitturare nel mio studio a Macerata”. Iacomucci di recente è stato nominato, lo scorso 2 giugno, commendatore della Repubblica.

Carlo Iacomucci nel suo studio

Le grafiche di Michele, le scenografie di Alice

Michele Cerioni ha 26 anni e dopo qualche mese la fine del quinto liceo ha trovato lavoro in una stamperia di Montecchio: “Da allora non sono più venuto via” dice Cerioni al Ducato. La passione gliel’ha trasmessa la mamma: “Fa la pittrice, la creatività mi è sempre stata intorno. Ho visto crescere le sue opere e lei come artista e, ispirandomi a lei, sono andato all’open day della Scuola del Libro. Me ne sono innamorato e ho scelto di frequentare l’indirizzo di grafica editoriale. Oggi lavoro come stampatore digitale e grafico”.  Alice Piai ha scelto la Scuola del Libro subito dopo essere arrivata dal lago di Como a Urbino per motivi familiari: “All’epoca presi l’indirizzo di incisione poi dopo la scuola, oltre che lavorare a livello privato, mi sono diplomata e sono diventata insegnante di danza classica” afferma Piai. Tutte le conoscenze acquisite al liceo artistico se le è portate nella danza perché crea tutte le scenografie degli spettacoli: ” Riesco a mettere in pratica l’arte in un altro tipo di arte che è la danza. Ricreo situazioni di un certo tipo e lo faccio perché è questa la via da percorrere sei voglio lavorare a 360°”.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra e di terze parti maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi