Il Montefeltro in posa: le colline e i lillà nei dipinti di Isabelle Rivière

di ROBERTA ROTELLI

URBINO – Andando verso Urbania si nota una strada sterrata tra le campagne. Il verde brillante e vivido delle colline del Montefeltro confonde lo sguardo, nemmeno Google maps riesce a orientarsi e posizionare nello spazio la casa della pittrice Isabelle Rivière. Trovarla è come fare un viaggio dove addentrandosi tra le fronde del bosco si arriva in un luogo sospeso tra cielo e terra. C’è una grande finestra, rivolta verso nord: “Mi serve che la luce arrivi dal nord e dall’alto così crea le ombre perfette sui volti per i miei ritratti” dice l’artista inglese. Nella sua casa gli arredi profumano di tradizioni, legna, e ferro infatti anticamente veniva usata come laboratorio per un fabbro. Oggi è la bottega perfetta che ospita tempere, pennelli, tavolozze e acquarelli, nido della creatività di un’artista.

Anna, la fioraia del mercato delle erbe

“Qual è stata la sua prima fonte di ispirazione sul territorio urbinate?”. A questa domanda risponde con un sorriso, puntando il dito su un dipinto, che ritrae un mazzo di lillà. “Sono rimasta affascinata da una  donna che vendeva fiori al mercato delle erbe di Urbino e li disponeva in scatole di pelati, bidoni per la pittura e contenitori di plastica. Da qui è nata la mia idea di coniugare la semplicità della natura con l’immediatezza degli oggetti comuni. Così ho voluto ritrarre dei fiori disordinati e scomposti, un po’ come me”. Dopo 30 anni,  quando va al mercato Isabelle ricerca ancora Anna e la trova lì immersa tra i suoi fiori e non può dimenticare che se non fosse stato per lei, che all’epoca le aveva portato un “barile” di lillà, non sarebbe mai riuscita a terminare il dipinto. “Non ho talento per le cose veloci. Ho bisogno di tempo per fissare i dettagli e la natura morta è ciò che mi permette di godere di questo tempo”.

La passione per i ritratti

Entrando in casa di Isabelle, si notano appesi nell’ingresso dei dipinti di volti giovanili. Ciò che colpisce anche uno sguardo poco esperto è la vividezza dei colori che conferisce ai volti quella freschezza tipica dell’età più bella, in cui i pensieri ancora non accigliano il volto. Uno dei modelli è stato un suo studente di Urbino a cui spesso lei ha fatto ripetizione di inglese. Isabelle racconta di essere stata per un semestre a Firenze presso un atelier molto famoso in cui ha imparato la tecnica pittorica dei grandi , la “sight size”. Si nota infatti in ognuna delle sue opere la cura minuziosa del dettaglio, quella costante ricerca del vero che riesce a dare l’illusione che quei limoni dipinti siano pronti per essere assaggiati.

Le matite rosse

Appassionata di lingue fin da bambina,  Isabelle nasce a Shrewsbury, nello Shropshire. Studia il francese e viaggia molto tra Parigi, Londra. Un giorno però, racconta, decide di lasciare il lavoro come segretaria d’azienda per seguire un istinto, una passione che nemmeno lei capisce fino in fondo. Fa un corso di arte grafica, illustrazione e pittura e diventa l’allieva prediletta del pittore John Ward. Nel suo laboratorio in Inghilterra lei scoprirà  il fascino per il tratto e la linea e affinerà le tecniche di pittura e incisione che poi le serviranno per le esposizioni alla Royal Academy Summer edition di Londra e alla Royal Society of British Artists. Negli anni ’90 i soggetti preferiti di Isabelle sono le “matite rosse”- come le chiama lei. “Mi sono  divertita a giocare con le linee e a ritrarre i soggetti più semplici, come le rose canine o i trattori. Ho scelto il rosso perché probabilmente rispecchiava l’energia del femminile che io sentivo dentro di me. In quel periodo ero spesso sola e il rosso forse racchiude dentro di sé quell’energia vitale, unita alla sofferenza”.

Mentre si muove leggera a piedi nudi nella sua bottega e parla delle ultime tele, entra nella stanza una ragazza dai lunghissimi capelli biondi. Sembra una modella, giunta per farsi ritrarre. Invece è Camilla, sua figlia, che si siede sulla sedia a dondolo e spesso risponde alle domande al suo posto. “Qual è la sua tecnica preferita, Isabelle?”, è Camilla a rispondere senza esitare “l’acquarello”. Tra le due si nota una complicità senza tempo e Isabelle racconta di come sia stata proprio lei a darle lo spunto per inserire una pigna, all’interno di un’opera che sembrava completa. “Io avevo trovato questo busto che mi piaceva molto. Un giorno però Camilla mi ha portato una pigna dal giardino e l’ha messa lì, sopra il piano di lavoro. Era ciò che mancava al dipinto e che io non riuscivo a trovare.”

L’amore per il Montefeltro

Il 1992 è l’anno del suo trasferimento a Urbino e del primo contatto con il paesaggio delle Cesane. “Ho avuto la possibilità di immergermi totalmente in queste colline perché per quattro anni ho vissuto a casa dell’incisore Leonardo Castellani. Lui è stato un’inesauribile fonte di ispirazione per me.” Da qui l’amore per il territorio e la volontà di ritrarre i paesaggi più semplici come quelli di Parchiule e Fossombrone. La forma di espressione di Isabelle passa attraverso la meticolosa ricerca dei dettagli che nei giochi di luci ed ombre trova suoi i fedeli alleati. La campagna del Montefeltro prende vita nei suoi acquarelli monocromo che ritraggono in viola, sporcato di qualche punta di rosso, quelle curve inconfondibili, da sempre care anche ai grandi come Raffaello, Piero della Francesca e Leonardo. “Due anni fa  finalmente ho avuto modo di ridare indietro qualcosa a questo territorio, a cui sono così legata. Ho partecipato infatti al progetto delle ‘Cacciatrici di paesaggi’. La geomorfologa Olivia Nesci insieme alla pittrice Rosetta Borchia mi hanno dato la possibilità di tradurre in  inglese il loro lavoro di ricerca che individua nelle colline del Montefeltro lo sfondo preferito scelto sia per La Gioconda che per il Doppio ritratto dei Duchi di Urbino.

La natura in posa

“Non mi piace molto dare titoli diversi alle mostre perché sono brava con i pennelli, non con le parole. Dentro Natura in posa c’è racchiusa tutta la mia vita e quindi lo ripropongo ogni volta che faccio una mostra.” Con queste parole Isabelle parla della sua ultima esposizione, Natura in posa, tenutasi nello spazio Bracci Pagani di Fano, dal 16 al 25 aprile.  “C’è stata molta gente ed è stata un’occasione perfetta per me per far conoscere i miei lavori anche ad un pubblico diverso da quello di solito frequenta le mie mostre.”

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra e di terze parti maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi