Risonanza magnetica Urbino, Area vasta: “Lavori fermi per interdittiva antimafia”

URBINO, 6 SET – È colpa anche di un’interdittiva antimafia se i lavori per mettere in funzione il nuovo macchinario per la risonanza magnetica dell’ospedale di Urbino non si sono ancora conclusi, dopo quasi quattro anni. Lo ha reso noto con un comunicato stampa l’Area Vasta 1, in risposta a un articolo del Corriere Adriatico, nel quale si citava anche un’interrogazione portata in Consiglio regionale da Micaela Vitri (Pd) a luglio. L’azienda sanitaria ci tiene a rassicurare che “entro la fine dell’anno il nuovo macchinario sarà pronto”.

L’apparecchio era stato acquistato tramite appalto nel 2019 e non è mai stato attivato. L’Area Vasta ha spiegato che ritardo è motivato dalla necessità di “mantenere il servizio per i pazienti” e “per non aggravare ulteriormente le liste di attesa”. Si è preferito dunque tenere in funzione il vecchio macchinario per le risonanze magnetiche, lavorando contemporaneamente ad altri locali destinati a ospitare il nuovo strumento, che però “necessitavano di lavori ben più importanti”. Lavori interrotti bruscamente, “sospesi per autotutela” da parte della stessa Av1, quando la ditta incaricata è stata oggetto di un’interdittiva antimafia da parte della Prefettura.

L’unica altra azienda disponibile a completare i lavori poi ha “inviato formale rinuncia per non sostenibilità dello sconto da contratto previsto. Per poter avviare nuovamente le procedure è stato necessario allora aspettare l’operatività del nuovo preziario Regionale utilizzabile solo dal 14 febbraio” si legge nella nota dell’Area vasta 1.

“Mi fa piacere che si sia mosso qualcosa grazie alla mia interrogazione – ha dichiarato Vitri al Ducato -, dopo anni in cui non si è fatto nulla in merito”.

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