ponte armellina

Vivere a Urbino 2 : “Questa non è Europa”

Ponte Armellina è ancora un’Urbino 2: mancano i trasporti, la luce e l’allaccio al gas. I suoi abitanti non vogliono sentirsi in un ghetto, ma cittadini come tutti gli altri. Sono ormai dieci anni che si parla di riqualificazione, ma nulla è cambiato. Ricorre sempre la stessa frase con ogni residente del quartiere: “Venite a vedere le nostre case. Vedreste come viviamo e curiamo le nostre cose e quanti pregiudizi inutili ci sono”

UNA LUNGA STORIA – Cantieri al via e poi lo stop. Dieci anni di lavori al palo




Urbino 2, una piazza al posto di una fila di case. Gambini: “Proporremo la variante a luglio”

Ne hanno discusso oggi in Comune, il sindaco di Urbino Maurizio Gambini, l’assessore all’Edilizia pubblica, Stefano Aguzzi, in una riunione con l’Erap (l’ente regionale per l’abitazione pubblica). Ponte Armellina, per anni, è stata la frazione dimenticata del comune, abitata principalmente da immigrati divenuta anche centro di traffico e spaccio di droga. Prima della pandemia, era iniziato un nuovo iter per i lavori. Ora si pensa a una modifica al progetto: “Proporremo a luglio una variante per eliminare una delle due stecche centrali, al cui posto sorgerà una piazza” dice Gambini


Il Ducato n. 8 del 2019 – 7 giugno

È online l’ottavo numero del Ducato 2019. In questa edizione: l’intervista della redazione al sindaco Maurizio Gambini, il reportage sulla frazione dimenticata di Ponte Armellina, l’esperienza dei musicisti americani a Urbino e il progetto giornalistico del reporter premio Pulitzer Bob Marshall con i suoi studenti in città


Ponte Armellina è ancora una Urbino 2. Buche, spazzatura e un cantiere fermo: “Qui non cambia nulla”

Nell’ottobre 2017 è stato avviato un altro progetto di riqualificazione del quartiere, ma dopo pochi mesi i lavori sono stati interrotti. L’intonaco dei muri è crepato, le parabole televisive sono piantate a terra, ovunque bottiglie di plastica e vetri. Il nostro reportage dal “ghetto”, dove vivono solo due italiani su 400 persone. Qualcuno è contento di vivere qui, altri sognano di crescere i loro figli altrove. Ma alla festa per la fine del Ramadan sono venuti da tutta la provincia

LA SCHEDA – Otto anni di progetti al palo
IN EDICOLA – Il nuovo numero del Ducato



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