Raccolta differenziata, Pesaro e Urbino prima provincia nelle Marche

Lo smaltimento dei rifiuti a Urbino
di PIETRO CUCCORESE E MANUEL MORGANTE

URBINO – Pesaro-Urbino è prima in regione per la raccolta differenziata. A sancirne il primato è il rapporto pubblicato dall’Arpam, Agenzia regionale per la protezione ambientale delle Marche, riferito al 2024. La provincia occupa il primo posto nella classifica regionale con una percentuale del 73,94% su 190 mila tonnellate di rifiuti. Urbino fa ancora meglio: tocca il 74,43% di differenziata su un totale di 7.664 tonnellate di rifiuti. Fermignano è seconda in provincia, con l’85,46%, dietro solamente a Piandimeleto (86,82%). La media regionale è del 71,73% su 760 mila tonnellate scarti urbani prodotti nella regione. Questo è uno dei dati più utili per misurare l’efficacia delle politiche locali e riflette la capacità che un’amministrazione ha di separare i materiali di scarto riciclabili da quelli destinati alle discariche, la cui attività è fonte di grande inquinamento.

Stop alla crescita nel 2024

Il rapporto mostra anche come è cambiata negli ultimi dieci anni la prestazione delle province marchigiane nella gestione dei rifiuti. Una direttiva UE (la 851 del 2018) ha fissato al 65% la percentuale minima di rifiuti da differenziare entro il 2035. Pesaro e Urbino ha raggiunto questo valore nel 2017 e da allora è arrivato al 73,94% del 2024, un dato in leggero calo (ma di appena lo 0,06%) rispetto all’anno precedente, fino a cui la crescita era stata costante.

Nonostante la piccola decrescita evidenziata dal rapporto Arpam, le statistiche i Pesaro-Urbino sono notevoli. Se si considerano i dati nazionali più recenti, la provincia registra una percentuale ottima anche se paragonata alle medie delle altre regioni: soltanto Veneto, Emilia-Romagna, Sardegna e Trentino-Alto Adige, infatti, differenziano di più.

Umido, plastica, vetro e legno: si può fare meglio

Restano tuttavia diverse aree in cui migliorare. La gestione dei rifiuti umidi, che hanno bisogno di impianti dedicati al loro compostaggio, un processo che trasforma l’organico in fertilizzante. Quella della plastica, che per poter essere riutilizzata richiede lavorazioni complesse ed è per questo spesso affidata a impianti
fuori regione: una situazione simile al trattamento del vetro e del legno che a Pesaro-Urbino, come nelle Marche, viene perlopiù delegato a enti esterni, con costi economici e ambientali legati al trasporto dei materiali da recuperare.

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