Uniurb, giù le immatricolazioni nell’area scientifica. Calcagnini: “Pesa il semestre filtro di Medicina”

Il rettore dell'Università di Urbino Giorgio Calcagnini
di CHRISTIAN REGIS

URBINO – Crollano le immatricolazioni, almeno temporaneamente, ai corsi di studio affini a quelli di area medica dell’Università di Urbino: – 27% in un anno. A pesare è il nuovo “semestre filtro” introdotto per i corsi di Medicina, che consente agli aspiranti medici di frequentare liberamente i primi sei mesi senza test d’ingresso. Una riforma che ha sottratto iscrizioni dai corsi affini, come Farmacia e Biotecnologie, dove il calo arriva rispettivamente al 55% e al 59%. Il rettore Giorgio Calcagnini, intervistato dal Ducato, specifica che, in corso d’anno, si prevede un recupero parziale considerando che sono circa 400 gli studenti che hanno scelto Urbino come alternativa ai loro studi nel caso non fossero ammessi a medicina.

Quale impatto ha avuto il semestre filtro sui numeri delle facoltà affini a Medicina, come Farmacia e Biotecnologie?

Tutta l’area scientifica registra 363 immatricolazioni in meno rispetto al 2024: è tantissimo. Nel precedente anno accademico, alla stessa data erano 1324, ora sono 961.

Da rettore dell’università, cosa ne pensa del semestre filtro?

Credo che, per il numero di adesioni registrate, il semestre filtro dimostri quanto sia alta la domanda per entrare nei corsi di Medicina. D’altra parte, i numeri sono impressionanti: oltre 60 mila domande per 24 mila posti disponibili. Il risultato è che a soffrire non è solo Urbino, ma tutti gli atenei nei corsi affini a Medicina. Biologia, ad esempio, è in calo ovunque, anche a Bologna. È una tendenza nazionale. È chiaro che poi tutti pensano di recuperare questo calo. Al momento dell’iscrizione a questo semestre filtro le studentesse e gli studenti dovevano anche dichiarare a quale ateneo si sarebbero iscritti, a quale corso di studi si sarebbero iscritti, nel caso in cui non fossero stati ammessi a medicina. Noi abbiamo avuto più di 400 studenti e studentesse che hanno dichiarato di volersi iscrivere a Urbino come piano B. Se ipotizziamo che circa il 35% dei 60 mila venga ammesso, possiamo stimare che una parte di quei 400 studenti tornerà effettivamente a iscriversi qui. Io sarei contento se ne rientrassero 200. È un dato che si avvicina alle previsioni dell’Erdis sulle domande di borsa di studio.

Immagino comunque che, durante l’anno accademico, una volta concluso il semestre filtro di Medicina, con 200 nuovi iscritti, sarà inevitabile adottare alcune misure. Come pensate di gestire le nuove domande?

No, non è un problema. Abbiamo già comunicato – e lo ripeteremo nelle prossime settimane – sui nostri canali che riconosceremo i CFU che studenti e studentesse hanno fatto a Medicina durante il semestre filtro.

Quindi rientrerete nei numeri di immatricolazioni degli anni precedenti?

Nel corso degli ultimi 10 anni, tolto il picco del Covid, siamo sempre stati intorno alle 4 mila immatricolazioni. Se dovessero rientrare 200 immatricolati dei 363 ad oggi mancanti, un po’ di perdita ci sarebbe ugualmente, ma non dispero di ottenere un calo ancora inferiore, anche grazie ai buoni risultati delle altre aree scientifiche presenti in ateneo.

Le università telematiche hanno avuto un ruolo in questo? Cioè, hanno impattato nel calo?

In generale sì, sono cresciute tantissimo in questi anni. Molto più di quanto abbiano fatto le università tradizionali. Diciamo anche che bisogna prendere queste situazioni come sfide, non solo piangersi addosso. Significa anche che come università statali tradizionali, sia pubbliche che private, bisogna puntare a fare sempre meglio il nostro lavoro, migliorando la qualità dei corsi di studio esistenti, aumentando il loro numero, ma anche offrendo maggiori servizi che aumenterebbero il benessere delle nostre studentesse e studenti.

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