Anna Valle dà “Scandalo” al Sanzio, con Gianmarco Saurino. “Andare oltre le apparenze”

di CARLA DELLE VEDOVE e CHRISTIAN REGIS

URBINO – La città ducale accoglie gli attori tra la nebbia. Qualche goccia di pioggia accompagna il pubblico verso il Teatro Sanzio. Sulla locandina dello spettacolo “Scandalo” esposta vicino all’ingresso si legge la scritta “sold out”. Gli spettatori raggiungono in fretta i loro posti e attendendo che il sipario si apra. Al buio, la voce di Anna Valle inizia a dare vita a Laura, la protagonista. Capelli scuri e vestito bianco, Laura appare come una donna decisa, sicura di sé, forte. Al suo fianco sul palco Gianmarco Saurino (Andrea), Orsetta De’ Rossi (Giulia), Matilde Pacella (Alice) e Angelo Tanzi (Alberto), per la regia di Ivan Cotroneo.

Laura è una ricca scrittrice rimasta da poco vedova di un uomo di 30 anni più anziano, scrittore che l’ha aiutata a ottenere il successo. Andrea, tuttofare con 20 anni in meno e poco istruito, assunto dal marito prima della morte, piomba in casa sua per riordinare la grande libreria. I due iniziano una discussa e chiacchierata relazione che mette in luce il contrasto tra classi sociali diverse e i pregiudizi dovuti alla differenza d’età all’interno delle relazione sentimentali.

Anna Valle e Gianmarco Saurino in una scena dello spettacolo

Gli attori: “Un entusiasmo che si rinnova”

“Uno spettacolo che scardina le etichette” spiega Gianmarco Saurino, intervistato dal Ducato insieme a Orsetta De’ Rossi, l’editor Giulia, e Matilde Pacella, cameriera di Laura, qualche ora prima dell’apertura del sipario. Continua Saurino: “I personaggi sul palco non sono bidimensionali, ma tridimensionali. È uno spettacolo scritto molto bene e ha molte linee attraverso le quali lo si può leggere. Se lo spettatore riesce ad andare oltre le apparenze, si renderà conto che la trama è estremamente arguta e intelligente”.

Orietta De’ Rossi sottolinea il rapporto che si è creato con gli altri attori: “Ci sosteniamo a vicenda, anche grazie al regista, condividiamo idee e consigli. Ogni giorno si respira un desiderio di costruire qualcosa di bello, animati dalla passione per un progetto che ci entusiasma profondamente”. Esplosiva ed empatica, ha le idee molto chiare sul suo personaggio: “Una stronza”. Matilde Pacella, dolce e affabile, è d’accordo con gli altri attori e aggiunge: “Devo dire che è stato davvero interessante il contrasto tra leggere il copione e poi vederlo prendere vita durante le prove. È stato bello scoprirlo mentre lo creavamo”.

I temi e la forza dello spettacolo

Andrea non ha mai letto un libro, non sa usare il congiuntivo e vive con lavori saltuari. L’opposto degli altri personaggi che invece appartengono a una classe sociale agiata e fanno dell’istruzione il loro più grande vanto: la cultura diventa il mezzo con cui sottolineare le differenze e affermarsi sull’altro. L’età diversa tra i due protagonisti è l’altro grande tema. Se prima Laura veniva giudicata per aver sposato un uomo ricco e più grande, ora lo è per avere una relazione con uno più giovane. Nel secondo caso, però, è lei ad avere il controllo della situazione e a sfruttarla per raggiungere il suo unico obiettivo, rivelato solo alla fine.

La grande forza dello spettacolo è rappresentare i personaggi in tutta la loro umanità e complessità: pregi e difetti convivono in una costante sfumatura di grigio che confonde. Alla fine, ne risulta un’ora e mezza intensa e piacevole che scorre tra risate e colpi di scena. La serata si conclude con le foto fuori dal teatro, quando gli attori uno dopo l’altro escono dal camerino per scattare selfie e registrare video di saluti con gli spettatori. 

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