di GIACOMO CECCOLINI, CARLA DELLE VEDOVE, MANUEL MORGANTE e CHRISTIAN REGIS
URBINO – Nelle Marche si è passati da 15 morti sul lavoro nel 2024 a 25 nel 2025 (ma gli ultimi dati disponibili arrivano a ottobre) e le denunce d’infortunio da 13.553 a 13.990. Lo riportano gli ultimi dati pubblicati a dicembre 2025 dall’Inail (l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro). La provincia più colpita risulta essere quella di Ancona con 4.721 denunce di infortuni da gennaio a ottobre 2025. Al secondo posto la provincia di Pesaro e Urbino con 3.421 casi. In tutta la regione a subire più infortuni sono gli uomini italiani rispetto alle altre categorie, in particolare neoassunti, quindi i più giovani, e i più anziani.
Nella provincia di Pesaro e Urbino si può osservare come il numero di denunce di infortuni sul lavoro subisca un picco nel 2022 per poi diminuire gradualmente fino al 2024 e risalire leggermente nel 2025. Secondo Andrea Piccolo, segretario generale della Filctem Cgil (Federazione italiana lavoratori chimica, tessile, energia, manifatture) di Pesaro e Urbino, le oscillazioni potrebbero essere influenzate dal numero di ore di cassa integrazione. I dati sembrerebbero confermarlo. All’aumentare della cassa integrazione diminuiscono in effetti le denunce di infortuni.
L’appello dei sindacati
Secondo Piccolo, intervistato dal Ducato “la scarsa formazione, unita alla pressione del datore di lavoro per aumentare la produttività, rappresenta senza dubbio un fattore che accresce significativamente il rischio di incidenti sul posto di lavoro”.
Piccolo si sofferma poi sulle fasce d’età più a rischio, individuando nei lavoratori neoassunti e nei dipendenti più anziani le categorie più esposte: “I neoassunti spesso non ricevono una formazione adeguata e specifica sull’attività che devono svolgere, e i lavoratori in età avanzata pagano la stanchezza e l’attenzione ridotta che incidono rispetto all’inizio dell’esperienza lavorativa”. Le parole di Piccolo trovano conferma nei dati Inail, che indicano la fascia d’età 50-59 anni come quella con il maggior numero di denunce di infortuni sul lavoro.
Ambra Donnini, segretaria regionale della Femca Cisl, sottolinea al Ducato il pericolo degli atteggianti abitudinari sul luogo di lavoro: “Si presta poca attenzione a ciò che accade, spesso per abitudine e talvolta anche per mancanza di conoscenza”. Donnini si appella poi ai giovani lavoratori: “Abbiamo sempre chiesto, soprattutto ai ragazzi, di fermarsi in assenza di Dpi (dispositivi di protezione individuali). Non continuate, alzate le mani, chiamate il vostro superiore, chiamate noi, ma fermatevi’’.




