Urbino sotterranea: scoperto pozzo dell’800 sotto al cortile del palazzo Albani nuovo

Giorgio Londei e Enrico Sacchi indicano il punto dov'è stato rinvenuto il pozzo a palazzo Albani Nuovo.
di CHRISTIAN REGIS

URBINO – C’è un pozzo sotterraneo nel sottosuolo del cortile interno del palazzo Albani nuovo, che si affaccia su piazza della Repubblica a Urbino. Il manufatto è emerso grazie alle indagini avviate dal Legato Albani e dal presidente Giorgio Londei, in collaborazione con il Gsu (Gruppo speleologico urbinate). Il pozzo, limitato al primo tratto senza sbocco esterno, occupa il cuore esatto del cortile del palazzo. Sul lastricato, riconducibile al tardo Novecento, spicca una botola centrale che appariva a prima vista un semplice canale di scolo per le piogge e che nasconde, invece, un vero e proprio condotto che si interra per diversi metri, fa sapere Londei con un comunicato che annuncia la scoperta. L’apertura superiore del pozzo sarebbe stata eliminata durante i lavori di rifacimento del cortile.

L’edificio, sede dell’Inps, dell’Istituto per la Formazione al Giornalismo e della redazione del Ducato, fu commissionato nel 1826 dal cardinale Giuseppe Albani ma completato solo tra il 1847 e il 1851 sotto la direzione dell’architetto Vincenzo Ghinelli. I nuovi scavi si aggiungono a quelli già effettuati, a partire da agosto dello scorso anno, nei piani seminterrati del collegio Raffaello dall’altra parte della centralissima piazza della Repubblica.

Il palazzo Albani Nuovo dove è stato rinvenuto il pozzo.
Il palazzo Albani nuovo dove è stato rinvenuto il pozzo.

“Gli esploratori di cavità artificiali del Gsu ora hanno preso in esame l’ottocentesco palazzo Albani nuovo – spiega il presidente del Legato – costruito su numerose antiche preesistenze a metà Ottocento da Giuseppe Albani. Ebbene, pur essendo già noti tre pozzi, di cui due ben visibili negli spazi espositivi della Galleria d’Arte Albani, e un terzo in un altro locale seminterrato che affaccia su via Mazzini, è stato rilevato un quarto pozzo”

Il presidente del Gsu, Enrico Sacchi, spiega le difficili condizioni di accesso allo scavo: “Dovremo esplorarlo con sonde e telecamere perché al momento è impossibile accedervi. Ma già si vede che è molto profondo”. Le indagini del Legato sotto ai propri palazzi continueranno per portare alla luce nuovi segreti e storie dimenticate della Urbino sotterranea.

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