di CHRISTIAN REGIS
URBINO – Nelle Marche i lavoratori a tempo pieno e indeterminato, nel 2024, aumentano di 3.304 unità rispetto all’anno precedente. Lo certifica la Cgil che ha pubblicato i dati regionali sull’occupazione degli ultimi 12 mesi. Tuttavia questo aumento è concentrato quasi interamente nei lavoratori over 50 (+4.093 unità) effetto della tendenza demografica e dell’aumento dell’età pensionabile. I lavoratori a tempo determinato, invece, diminuiscono di 474 unità (-0,4%) e si attestano al 23,4% del totale.
Nota amara rimane la disparità di genere nel mondo del lavoro. Sul comunicato si legge: “Le lavoratrici si attestano a 205.610 unità (43,9%). Più della metà di queste ha un contratto part-time (50,4%) contro una percentuale del 18,6% tra gli uomini” (le donne sono ancora quelle che sacrificano la carriera per la famiglia ndr). “Poco più di una lavoratrice su tre ha un contratto a tempo pieno e indeterminato (34,6% contro 65,2% tra gli uomini)”. Questo si riflette sulle retribuzioni: “Nel settore privato le donne percepiscono 7.343 euro lordi annui in meno rispetto ai colleghi uomini”. Secondo la Cigl il part-time giustifica solo in parte il divario, lasciando intendere che, a parità di ore e ruoli, le donne sono comunque pagate meno. Dall’anno precedente, la crescita dei lavoratori è stata maggiore negli uomini (+1,2%) rispetto alle donne (+0,9%)”.
L’analisi si concentra poi sull’occupazione degli under 30. Ad avere un contratto di lavoro a tempo pieno e indeterminato è più della metà dei lavoratori nel loro complesso (51,8%), ma tra i più giovani il valore si abbassa al 35,3%. Nelle Marche, gli under 30 percepiscono mediamente 13.023 euro lordi annui, circa 8.717 euro in meno (-40,1%) rispetto alla media della totalità dei lavoratori.



