Urbino sotterranea, iniziato lo svuotamento della cisterna del Collegio Raffaello

di NICOLE CIOTTI

URBINO – È iniziato questa mattina lo svuotamento della cisterna storica rinvenuta dal Legato Albani al di sotto degli edifici del Collegio Raffaello, di fronte a piazza della Repubblica.

I lavori, eseguiti con il supporto dei vigili del fuoco e di una ditta specializzata, prevedono la rimozione di acqua e dei circa tre metri di fango e detriti che si sono accumulati nella cisterna nel corso degli anni. Utilizzata in passato come fonte di approvvigionamento idrico per gli urbinati, la cisterna, di epoca settecentesca, è probabilmente inutilizzata dal secondo dopoguerra. La sua scoperta risale al luglio 2025, quando durante dei lavori di ristrutturazione in via Battisti degli operai hanno rinvenuto la cavità sotterranea.

Giorgio Londei, presidente del Legato Albani che cura i lavori, spiega al Ducato che, una volta rimosso, il materiale verrà trasferito a Canavaccio, dove sarà analizzato da archeologi per identificare eventuali reperti di valore. Ad occuparsene sarà l’archeologa Agata Aguzzi.

Giorgio Londei e l’archeologa Agata Aguzzi all’ingresso della cisterna sotterranea

Tra i principali obiettivi dell’intervento, dice Londei, c’è il raggiungimento del fondo della struttura per svelare la natura del pavimento sottostante: “Il pavimento della cisterna risale quasi sicuramente all’epoca di papa Albani (1649-1721), ma non è da escludere l’ipotesi che si tratti di un pavimento più antico. Finalmente questo mistero potrà essere svelato”.

Altro punto importante da chiarire è quello relativo al legame che la cisterna potrebbe avere con gli altri cunicoli sotterranei individuati tra il palazzo del Collegio e Piazza della Repubblica. Le operazioni, che dovrebbero concludersi nell’arco della giornata, permetteranno finalmente di risolvere il mistero di quella che si delinea sempre di più come un sistema parte di quell’Urbino sotterranea ancora da svelare.

“Intendo ringraziare i vigili del fuoco di Urbino e il gruppo speleologico, nonchè l’archeologa Agata Aguzzi per il prezioso lavoro che stanno svolgendo con grande professionalità”, dichiara Giorgio Londei.

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