di NICOLE CIOTTI e CARLA DELLE VEDOVE
APECCHIO – La casa-canile è immersa nella nebbia, quasi non si distinguono i suoi contorni. Davanti sono parcheggiate molte macchine, forse otto, una della Polizia municipale. C’è grande fermento per essere a circa dieci chilometri da Apecchio, a pochi chilometri dal confine con la provincia di Perugia. Siamo sull’Appennino umbro-marchigiano, nel piazzale di un casolare rustico ma curato lungo una strada sterrata e fangosa. Non c’è nemmeno campo, il telefono non prende. Sulla porta di un furgoncino bianco c’è scritto “Trasporto animali”: è il servizio sanitario dell’Ast. Dentro si scorgono un paio di gabbiette vuote. In ognuno troverà posto un cane, probabilmente Rottweiler, l’abbaiare cesserà e a Ca’ Tanci tornerà tutto silenzioso.

Non sono ancora concluse le operazioni di sequestro di oltre trenta cani, per ragioni sanitarie, a causa della promiscuità con le persone che abitano in questa casa, secondo le ispezioni della Polizia municipale e poi di Ast e Carabinieri Forestali. Più grave è il sospetto, ancora non confermato, che potrebbe trattarsi di un allevamento abusivo. A uno primo sguardo il casolare sembra essere uno qualsiasi di queste zone rurali, ma a un esame più attento emerge dalla nebbia una costruzione con una fila di porticine, una a fianco all’altra. Non è difficile immaginare che siano box, ricoveri dei 32 cani che vivevano qui. Talmente tanti che per trasferirli non sono bastati due giorni, e ora stanno trovando via via posto nei canili di tutta la provincia, tra Urbino, Pesaro e Fano.
È partito tutto da una segnalazione effettuata alla Polizia municipale. Gli animali erano liberi di muoversi dentro e fuori casa, a stretto contatto con i due abitanti: Tommaso, di 39 anni, ed Elisabetta, di 46. Le autorità che hanno seguito dall’inizio questa storia spiegano che era in particolare l’uomo a occuparsi della cura dei cani. E che attualmente è seguito dal Comune e dal personale sanitario, che stanno facendo il necessario per guidarlo nel percorso di separazione dai suoi animali.
Ogni settimana sacchi di cibo da 50 chili
Ad Apecchio in pochi conoscono Tommaso ed Elisabetta, quasi nessuno, e neppure se siano una coppia convivente o sposata. Nemmeno in uno dei principali bar del paese. “È un comune molto piccolo, qui ci conosciamo tutti – spiega la barista – se fossero venuti nel mio locale li avrei notati, vengono da fuori, non sono originari del comune. Siamo rimasti sorpresi da questa notizia. Sapevo che nella località Tanci abitavano alcune persone con dei cani perché ne avevo visti due che erano scappati di casa. Ma non pensavo fossero così tanti”. Anche gli anziani clienti del bar confermano: “Abbiamo saputo quello che è successo solo oggi leggendo il giornale”.
L’unica persona che ha a che fare con loro regolarmente è il commerciante di un negozio che vende cibo per animali. Al Ducato racconta: “L’accaduto mi ha sorpreso molto. Elisabetta veniva una o due volte alla settimana a comprare dei sacchi grandi, economici, di circa 40-50 chili di crocchette e pasta per i cani. L’ho vista sempre molto appassionata per gli animali, molto amorevole. A volte veniva con dei cagnolini da compagnia. Ha sempre pagato tutto regolarmente. Lei lavora, lui che io sappia no. Credo si dedicasse completamente ai cani, che ama. L’ho incontrato poche volte, l’ultima quest’estate”.
Sul perché ci fossero così tanti cani nella casa il commerciante ipotizza: “Forse era difficile tenere sotto controllo la situazione e gli animali hanno fatto diverse cucciolate. Penso che Tommaso li allevasse per venderli. Però credevo ne avesse 10 o 12, non addirittura 32″. Le forze dell’ordine non hanno ancora reso noto se gli animali abbiano il microchip e se il pedigree sia registrato. Alla conclusione delle operazioni sarà anche chiaro se i cani fossero effettivamente allevati per la vendita.
A causa della recente nevicata un mezzo spartineve del comune è intervenuto per liberare la strada per raggiungere la casa: “I due ci hanno chiesto di portare del cibo ai cani. Abbiamo caricato la pasta e le crocchette sul trattore per portarglieli. Poi Elisabetta è venuta a pagare tutto” continua il commerciante. E poi conclude con una battuta: “Tempo fa è venuta in negozio una signora che aveva 45 gatti in casa, questo paese è una calamita”.




