URBINO, 23 GEN. – Il fondo della cisterna sotterranea di via Battisti è finalmente visibile, e ha svelato la sua vera natura. Il 22 gennaio, dopo quattro giorni, si sono conclusi i lavori di svuotamento della cisterna rinvenuta dal Legato Albani lo scorso luglio. L’ambiente sotterraneo, libero da acqua e detriti, è stato per la prima volta analizzato da tecnici e speleologi.
La cisterna si è rivelata più profonda di quanto previsto, con otto metri circa di altezza, configurandosi dunque come la cisterna antica più grande della città. Oltre alle dimensioni, a stupire è stato il fondo dell’ambiente: non si è trovato un pavimento, come ci si aspettava, ma un fondale di roccia marnosa. Gli specialisti hanno anche chiarito la causa dell’accumularsi di acqua al suo interno: la cisterna è direttamente collegata a delle vene idriche sotterranee, che la alimentano a vari livelli. In questi giorni invernali, spiegano, l’afflusso è di circa un metro cubo d’acqua all’ora.
L’archeologa Agata Aguzzi, che ha seguito le operazioni, ha confermato la datazione della cisterna al Settecento, mentre dal fango sono emersi alcuni oggetti – tra i quali un pezzo di tubo, un orcio e un tegame di terracotta -, di epoca novecentesca.

Il Legato Albani ha in previsione di installare, nelle prossime settimane, una vetrata calpestabile per rendere visibile la cisterna.
n. c.




