Urbino, la piscina diventerà comunale e sarà acquisita un’area a Ponte Armellina

Consiglio comunale del 26 gennaio 2026
di CARLA DELLE VEDOVE ed ELISA MATTA

URBINO – La piscina F.lli Cervi diventerà comunale e il vicino impianto sportivo verrà ampliato. Il Comune acquisterà poi un terreno a Ponte Armellina, anche se non è ancora chiara la destinazione dell’area. Il consiglio comunale, iniziato alle 16, si è espresso su sei punti all’ordine del giorno, per poi procedere – tra mozioni e interrogazioni – con la discussione sul ruolo di Urbino come capoluogo di provincia.

Nuove proprietà

Solo un’astensione e 25 voti favorevoli per trasferire la proprietà della piscina F.lli Cervi dalla provincia al comune. Il trasferimento avverrà al costo di 30.000 euro, con vincolo di utilizzo a uso pubblico e “prioritario per le necessità didattiche da parte degli istituti scolastici di competenza provinciale”. “Avere la proprietà dello stabile e del terreno adiacente ci consentirà di agire per la ristrutturazione dell’immobile e l’adesione ai bandi sull’efficientamento energetico, come il Conto Termico 3.0” ha affermato l’assessora al Personale e alle Infrastrutture sportive Marianna Vetri.

Futuro incerto

Tra gli argomenti che più hanno scatenato il dibattito, la necessità di riqualificare Ponte Armellina. Il Comune ha votato per acquistare in quella zona circa 7.800 metri quadrati dalla ditta G.r.imm. Srl a un prezzo di 8.000 euro. “Un’area abbandonata, ma edificabile” secondo il sindaco. L’opposizione ha però criticato la mancanza di una visione sulla funzione dell’area. Una zona, quella di Urbino 2, in cui “mancano i servizi basici”, “non c’è un piano sociale e urbano di sviluppo” ed “è necessario risanare socialmente la situazione” e “intervenire in modo globale”. Ha fatto discutere anche l’eventuale abbattimento di due delle “stecche” di Ponte Armellina, ipotesi che al momento non è però concretamente sul tavolo.. “Il Comune ha acquistato l’85% delle abitazioni, che prima appartenevano a privati. È stato appaltato un cantiere, i lavori sono partiti e saranno conclusi entro la fine del 2027” ha affermato il sindaco Maurizio Gambini. “L’85% non basta per buttare giù il necessario, si possono fare lavori solo in parte”, ha replicato la consigliera di opposizione Maria Francesca Crespini.

Ponte Armellina (Urbino 2)

Urbino capoluogo

Le future opportunità di Urbino e dell’eventualità di istituire una “provincia ducale” saranno invece al centro dell’incontro che Gambini avrà il 13 febbraio con il presidente della Regione Francesco Acquaroli e quattro assessori regionali, come annunciato dal primo cittadino durante la seduta. Il capogruppo del Partito democratico Federico Scaramucci ha sollecitato l’amministrazione comunale: “Diventare capoluogo di provincia ha portato a sindaco e giunta indennità aumentate. Ma cosa abbiamo fatto, cosa stiamo facendo e cosa può fare una città con questo ruolo? Quali sono le ricadute concrete sui cittadini? Le funzioni provinciali sono state consolidate? Le decisioni vengono prese da un’altra parte”. “Far percepire ai cittadini che il sindaco ha fatto diventare capoluogo Urbino perché voleva lo stipendio più alto, anche no. Ho sempre preferito l’interesse della città. Possiamo chiedere di diventare provincia da soli, abbiamo tutte le caratteristiche per poterlo fare. È chiaro che però non dipende solo da noi, ma anche dagli altri comuni”, ha risposto Gambini.

Gli altri temi sul tavolo

Votata anche la risoluzione del contratto tra il Comune e l’associazione Tennis Dilettantistica Piansevero. L’accordo di concessione del 2013 scadrebbe nel 2033, ma a causa di spese non previste l’associazione ha dovuto chiedere un mutuo che ora impedisce di pagare al comune l’affitto degli spazi. L’opposizione ha chiesto al sindaco di intervenire per migliorare la qualità della struttura e dei servizi offerti: “I campi sono scandalosi, i ragazzini fanno la doccia in un container” ha detto Crespini. Il sindaco ha risposto: “Nel 2014 non c’erano proprio, quindi non c’è nulla da commentare”.

Con 18 voti favorevoli e 7 contrari è stato poi nominato il nuovo revisore dei conti. Gilberto Romagnoli è stato il primo estratto e ha accettato la nomina. Rimarrà in carica fino al 26 gennaio 2029, con uno stipendio di circa 12.900 euro annui più rimborso spese.

Parecchio confusionario invece il punto all’ordine del giorno sulla classificazione di via Ca’ Cardellino, Ca’ Biagio e via delle Fragole come strade comunali. A diversi componenti del consiglio comunale e soprattutto al sindaco non era chiaro dove si trovassero le vie destinate a passare dalla proprietà privata a quella pubblica. Mentre sulle ultime due la maggioranza era d’accordo sul renderle comunali, come è stato approvato con la votazione, Gambini ha proposto un emendamento per mettere da parte Ca’ Cardellino. Per il Comune sarebbe troppo costoso riqualificarla. Emendamento approvato: se ne riparlerà a lavori conclusi.

In seguito la variante parziale al Piano regolatore generale, a opera del nuovo assessore all’Urbanistica Maurizio Bartoli, che prevede l’uso di un terreno di 41 mila metri quadri come area logistica da affiancare alla zona industriale di Canavaccio. Dall’opposizione, il consigliere Gianluca Carrabs ha mostrato preoccupazione rispetto alla posizione del progetto: Canavaccio infatti fa parte di una zona interessata da ritrovamenti archeologici romani e piceni – e, visto il recente ritrovamento della basilica di Vitruvio a Fano, l’interesse per l’argomento è ulteriore – e il punto scelto per l’edificazione è un raccordo fra il parco delle Cesane e il parco del Furlo. La minoranza ha insistito sulla necessità di valorizzare il territorio da questi punti di vista. Bartoli ha tentato di ricompattare l’assemblea, proponendo un incontro sabato 31 gennaio per un confronto sul Piano urbanistico generale e ha annunciato incontri periodici e dettagliati con l’architetto Mario Cucinella, coinvolto nella redazione del Piano, per seguire lo sviluppo della città. Il consiglio ha approvato.

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