URBINO, 30 GEN. – Non si ferma il fermento attorno ai sotterranei del Collegio Raffaello. Dopo lo svuotamento della monumentale cisterna, la più grande della città con i suoi 5 metri per 4 e un’altezza di quasi 8 metri, le operazioni di studio sono entrate in una fase inedita.
Approfittando del basso livello dell’acqua, prima che il pozzo si riempia nuovamente, il gruppo speleologico urbinate ha adottato una soluzione creativa per capire da dove entri l’acqua: l’utilizzo di un canotto gonfiabile. Calata nel cuore della cisterna, la piccola imbarcazione ha permesso agli esperti di esaminare all’asciutto e con estrema precisione ogni dettaglio delle pareti.

L’occasione è stata utile per raccogliere dei campioni d’acqua, che hanno evidenziato come da una
delle vene sgorghi acqua di falda, mentre da un’altra, con residuo minerale molto più alto esca un’acqua
che nel frattempo si arricchisce di sostanze.
“A breve – conclude il presidente del Legato Giorgio Londei – come per il pozzo al pianterreno, installeremo dei pannelli illustrativi, ci sarà la botola vetrata calpestabile e abbiamo in mente di organizzare, una domenica mattina, una visita aperta al pubblico a tutti questi luoghi che pian piano stiamo valorizzando”.
c.r.




