di EMANUELE DONATI
URBINO – La sicurezza dei locali torna al centro del dibattito pubblico, dopo la tragedia di Crans-Montana, dove, nella notte di capodanno, 40 persone sono morte nell’incendio di un bar. A quasi un mese dalla strage in Svizzera, la prefettura di Pesaro e Urbino ha annunciato una serie di controlli a tappeto su tutti gli esercizi pubblici della provincia: dalle discoteche ai teatri, dai ristoranti ai pub dove si svolge intrattenimento. Ma i proprietari dei vari locali tra Urbino e Pesaro sembrano pronti ad accogliere i sopralluoghi senza timori. Anzi, in molti sostengono che qui i controlli siano già una prassi consolidata.
“Non ho problemi a ricevere controlli, il mio locale è uno dei più sicuri in circolazione come mi hanno già riferito i vigili del fuoco dopo gli scorsi sopralluoghi”, dichiara al Ducato Samuele Sorrenti, il proprietario dell’Enjoy di Urbino, uno dei locali più frequentati della città ducale. La sua serenità rispecchia quella di molti altri gestori della provincia, che sottolineano come le verifiche periodiche siano parte integrante della loro attività.

Tutto regolare
Oggetto di controlli saranno i sistemi di prevenzione degli incendi, la gestione delle emergenze e sul rispetto delle normative sull’utilizzo di fiamme libere al chiuso. Proprio quest’ultimo aspetto è stato fatale a Crans-Montana, convincendo sempre più proprietari ad abbandonare le famose fontanelle tradizionali e passare a quelle elettriche. Durante il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato sul tema in prefettura, anche le associazioni degli esercenti si sono dette favorevoli ai controlli annunciati. Ma cosa distingue i locali italiani da quello svizzero dove si è consumata la tragedia? Secondo i gestori della provincia, la differenza sta proprio nella rigidità delle verifiche. “Noi facciamo controlli semestrali e annuali, soprattutto per gli estintori e per i piani di emergenza sulle vie di esodo”, spiegano in coro dai locali della zona, “Il Colosseo”, “Verve Disco club” e “Club 753” . Una routine che per molti di loro rappresenta non solo un obbligo di legge, ma una garanzia per la clientela.
La questione della classificazione risulta cruciale. Quando un locale è classificato come sala da ballo, scattano automaticamente una serie di prescrizioni più stringenti rispetto a un semplice bar o pub. Ed è proprio questa distinzione che ha fatto la differenza a Crans-Montana: il locale svizzero, registrato come bar, non era sottoposto agli stessi controlli rigorosi che avrebbe dovuto affrontare se fosse stato classificato come discoteca o sala da ballo.
“In Italia non si scherza con queste cose”, sottolinea Sorrenti. “Quando organizzi eventi con musica e ballo, devi avere tutto in regola: dalle uscite di sicurezza illuminate ai cartelli ben visibili, dagli estintori certificati ai piani di evacuazione aggiornati. I vigili del fuoco, insieme alle autorità vengono regolarmente e controllano ogni dettaglio, inoltre ci appoggiamo anche a ditte private che si occupano di certificare l’idoneità di ogni dettaglio all’interno del locale ”.




