Morti sul lavoro, 12 in più nelle Marche. Capone (Ugl): “Fermare strage nazionale”

URBINO, 03 FEB. – “Nel 2025 proseguono le stragi sul lavoro che i dati Inail fotografano con drammatica chiarezza”. Lo dichiara in una nota Paolo Capone, segretario generale dell’Ugl, commentando il bilancio nazionale degli infortuni mortali che tocca 1.903 casi (+0,3%).

Tra le aree che registrano le criticità più evidenti, il leader dell’Ugl accende pone l’attenzione sulle Marche, che si posizionano tra le regioni con gli incrementi più forti a livello nazionale. Con 12 decessi in più rispetto all’anno precedente, il territorio marchigiano segna un dato in controtendenza rispetto alla media delle regioni centrali, dove i casi sono complessivamente calati (da 155 a 154).

“Dietro questi numeri – sottolinea Capone – ci sono persone che non hanno fatto ritorno a casa. Nelle Marche, come nel resto del Paese, non possiamo accettare che la sicurezza sia trattata come una tragica fatalità”.

Oltre al dato marchigiano, l’analisi territoriale evidenzia forti aumenti in Veneto (+22), Piemonte e Puglia (+14) e Liguria (+5). Segnali di miglioramento arrivano invece da Lombardia (-18), Lazio (-13) e Sardegna (-9), mentre a livello macro-regionale aumentano i decessi al Sud (da 181 a 187) e nel Nord-Est (da 164 a 167).

e.d.

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