URBINO, 10 FEB. – “In settimana presenteremo in Procura la richiesta di riapertura delle indagini” fa sapere al Ducato Marco Cassiani, avvocato di Stellindo Denti, 79 anni, marito di Floride Cesaretti, la donna vittima dell’omicidio avvenuto ai collegi di Urbino il 27 novembre 1998.
A fronte delle nuove tecnologie di rilevazione genetica a disposizione della Magistratura il difensore e il marito della vittima hanno deciso di muoversi. “All’epoca i rilievi sottoposti all’esame del Dna furono esaminati con le tecniche che c’erano allora. Adesso, a distanza di 25 anni c’è stata un’evoluzione che consentirebbe probabilmente di ripetere gli esami e di farlo in maniera più accurata” ribadisce Cassiani.
L’avvocato sottolinea: “La pista che stiamo seguendo ci conduce a un professore che ha ucciso il fratello in maniera brutale”. Il nome del possibile sospettato potrebbe circolare già dal 2000 quando una lettera anonima indirizzata alla Procura di Urbino lo indicava come responsabile dell’omicidio, come riportava il Resto del Carlino.
Il procuratore capo Claudio Rastrelli, sentito dal Ducato nei giorni scorsi, aveva detto che “non ci sono novità” e “non è arrivata ancora nessuna richiesta di riapertura delle indagini”.
c.d. c.r.




