di LUCA BAGNARIOL
URBINO – C’è voluta una settimana per digerire la doccia fredda dell’approvazione dei nuovi parametri per il riconoscimento dello status di comune montano, arrivata il 5 febbraio e in attesa di approvazione definitiva tramite Decreto del presidente del Consiglio dei ministri. Adesso, i sindaci dell’entroterra urbinate si muovono per chiedere una nuova revisione delle soglie altimetriche inserite all’interno della bozza del decreto. Secondo quanto previsto infatti, l’altitudine media della superficie del territorio pari a 350 metri d’altezza sul livello del mare impedirebbe a Urbino (311 metri), Sassocorvaro (304 metri), Fossombrone (312 metri) e Vallefoglia di ottenere uno status che preservavano fin dal 1952, anno in cui è stata introdotta la classificazione dei comuni montani.
Guida la carica il sindaco Gambini
Il primo a esporsi pubblicamente sulla questione è il sindaco di Urbino Maurizio Gambini, intervistato dal Resto del Carlino. Gambini ha contestato i parametri approvati dal ministro per gli Affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli, spiegando che un territorio vasto come quello di Urbino – stretto tra il mare e gli Appennini – viene tagliato fuori dall’altitudine media del territorio comunale. In una prima richiesta di revisione alla Regione Marche, il sindaco aveva richiesto di utilizzare l’altezza della sede comunale come soglia principale per la valutazione, elemento che avrebbe permesso a Urbino di mantenere lo status di comune montano visto che il municipio si trova a 482 metri sul livello del mare. In un’intervista al Ducato, Gambini aveva fatto riferimento proprio a questo parametro per assicurare che Urbino avrebbe fatto parte della nuova classificazione. La scelta della Conferenza di favorire il parametro dell’altitudine media ha invece portato all’esclusione del comune ducale.

Sassocorvaro risponde alla chiamata
Tra gli esclusi figura anche il comune di Sassocorvaro Auditore. Il sindaco Daniele Grossi ha affermato al Ducato di star lavorando a stretto contatto con Gambini per spingere a una revisione dei parametri: “I nuovi criteri fanno perdere lo status di montani ai comuni che storicamente lo sono sempre stati per fare entrare altri comuni che non hanno mai avuto questo requisito. Ci siamo appellati immediatamente al presidente della Regione Marche per intervenire il prima possibile per andare a modificare e integrare le nostre richieste”. L’obiettivo è quello di ottenere un’abbassamento della quota di 350 di altitudine media del territorio comunale o di utilizzare l’altezza della sede municipale.
Anche nel secondo caso, spiega Grossi, Sassocorvaro riotterrebbe lo status di comune montano perché sarebbe considerata zona interclusa, circondata da altri comuni parte della classificazione. Dopo l’incontro a palazzo Raffaello, Grossi spiega che il tema sarà al centro del confronto tra Gambini e il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli previsto a Urbino venerdì 13 febbraio.
Vallefoglia si unisce alla lotta
Si muove anche il sindaco di Vallefoglia Palmiro Ucchielli, che dal profilo Facebook cittadino ha annunciato oggi di aver scritto al ministro Calderoli per la revisione dei parametri. “Vallefoglia – spiega Ucchielli – città di circa 15.000 abitanti, pur avendo la sede comunale a pochi metri sul livello del mare, si estende su un ampio territorio collinare e comprende tre importanti castelli – Sant’Angelo in Lizzola, Colbordolo e Montefabbri – già sedi di tre distinti comuni, situati a circa 300 metri di altitudine”. Fattori che non influiscono secondo i parametri scelti da Calderoli.
Un destino condiviso con Sassocorvaro e Urbino, comuni che come Vallefoglia sperano ora in una nuova intermediazione con il governo da parte di Acquaroli per non perdere i benefici legati allo status di comune montano.




