di CHRISTIAN REGIS
URBINO – “Camminavo lungo un sentiero nel bosco quando un picchio rosso maggiore mi è volato vicinissimo al viso. Arrivato a casa, ho preso il pennello e ho dipinto la scena su una tela”. Una scena che l’Intelligenza artificiale non potrà mai raccontare, sottolinea. Nasce così Picchio rosso maggiore tra i faggi, opera principale della mostra e sintesi perfetta dell’arte di Ferruccio Cucchiarini. Le opere sono esposte alla Casa natale di Raffaello fino al 15 marzo.

Durante l’inaugurazione l’illustratore, originario di Apecchio, ha raccontato ai visitatori la sua carriera iniziata proprio alla Scuola del Libro di Urbino. “Con l’ingresso alla Scuola del Libro, la mia passione – dice l’artista – ha trovato una direzione più precisa. Il corso di litografia e incisione mi ha permesso di padroneggiare appieno il disegno analitico”.
Osservando le opere in mostra, si ripercorre l’intera carriera di Cucchiarini, a partire dalla collaborazione con Treccani. “Mi fu chiesto – racconta l’artista – di realizzare una prova per le illustrazioni del vocabolario della lingua italiana: la tavola piacque e divenne una delle tante che lo componevano. Da lì in poi collaborai con l’Enciclopedia dei ragazzi e la collana Scienze biologiche“.

Il rapporto tra arte e natura
La mostra celebra l’unione indissolubile tra rigore scientifico e sensibilità artistica, trasformando l’osservazione della natura in una componente profondamente emotiva. L’artista, anche grazie all’esperienza maturata come guida naturalistica, riesce a far convivere la precisione del dettaglio biologico con la passione del colore. Le opere di Cucchiarini invitano il visitatore a rallentare lo sguardo, offrendo una chiave di lettura della realtà in cui arte e scienza si fondono.

Cucchiarini ha parlato con il Ducato del rapporto tra i giovani e la natura: “Il mio consiglio per i ragazzi è di cercare un contatto autentico con la natura, imparando innanzitutto ad ascoltarla attraverso le emozioni. Sebbene lo studio razionale sia uno strumento necessario, è lo stupore emotivo a costituire la vera base di tutto. Io stesso ho iniziato così: vivendo ai margini del paese, la natura era il mio giardino di casa e ogni uscita si trasformava in un’avventura. L’esplorazione libera durante la giovinezza è un passaggio fondamentale per costruire un legame indissolubile con il mondo che ci circonda”.
Arte e intelligenza artificiale
L’artista solleva al Ducato una questione di principio legata al pericolo dell’IA: “L’intelligenza artificiale non esiste, poiché la vera intelligenza è indissolubilmente legata alle esperienze di vita e alle emozioni”.
Mentre la macchina si limita a essere “un’elaboratrice di dati”, “l’essere umano attinge a un vissuto che l’algoritmo non potrà mai replicare”: il software, infatti, “non avrà mai il picchio rosso che gli vola addosso” spiega l’illustratore. Il rischio, oltre che creativo, è etico sottolinea Cucchiarini: “L’IA utilizza informazioni senza dichiararne l’origine, configurandosi in molti casi come un vero e proprio furto non dichiarato. Se questo mondo non verrà regolamentato – avverte l’autore – non sarà solo il lavoro del singolo a sparire, ma l’intero universo dell’arte”.





