Urbino, fondi dimezzati per lo sport universitario. E salta il campionato di calcio a 11

di CARLA DELLE VEDOVE

URBINO – Circa un anno fa una ventina di studenti del Cus (Centro universitario sportivo) di Urbino indossava la divisa gialla e blu per giocare il campionato federale di calcio a 11. È stata l’ultima volta: quest’anno Urbino non partecipa più alla competizione perché “è molto costosa” e in questo momento c’è bisogno di “tagliare le spese”, spiega al Ducato il presidente dell’ente Gianluca Antonelli. Nel 2025, i fondi che il Cus Urbino ha ricevuto dal ministero dell’Università e della Ricerca sono diminuiti del 21% rispetto al 2024 e crollati del 57% rispetto al 2023, passando da 37.145,26 a 15.762,60 euro.

E senza soldi è necessario ridurre le spese. Quest’anno gli studenti non partecipano neanche al campionato federale di basket e sono previste solo attività di entry level per gli appassionati della pallacanestro. Resta solo il campionato di pallavolo che continua a essere garantito con le (poche) risorse disponibili.

Come sottolinea Antonelli, “si possono offrire agli studenti attività in base a quanti fondi arrivano dal ministero, che devono essere sufficienti per retribuire adeguatamente gli istruttori e mantenere le strutture”. Lo stipendio degli insegnanti inoltre deriva dal contributo degli iscritti ai corsi, che però “è esiguo perché la mission universitaria prevede che i prezzi siano calmierati”. Quest’anno sono stati attivati i corsi di pallavolo, basket, pilates, fitness, ginnastica dolce, taiji quan – da inizio febbraio – e karate. Sono disponibili una sala pesi e le piscine Mondolce (di proprietà dell’ateneo) e F.lli Cervi (attualmente provinciale, ma in vendita al Comune di Urbino).

Mal comune…

Anche le altre università marchigiane – Ancona, Camerino e Macerata – rispecchiano la stessa tendenza di Urbino. A livello nazionale infatti i contributi stanziati dal governo per i Cus sono passati dai 8.065.000 euro del 2023 ai 4.811.750 del 2025, un taglio del 40%.

Negli ultimi cinque, il 2023 è stato l’anno in cui i Cus marchigiani hanno ricevuto più finanziamenti, poi gradualmente diminuiti – a parte per l’ateneo di Macerata – riallineandosi alla cifra del 2021.

La riduzione dei fondi dipende principalmente dal taglio previsto della legge di bilancio, ma l’assegnazione delle risorse dipende dalla variazione del punteggio che gli atenei ottengono in relazione alle strutture sportive, ai servizi e alle attività che mettono a disposizione degli studenti. Nel 2023 l’Università di Urbino aveva accumulato 119,00 punti, mentre nel 2025 ne ha totalizzati 88,50. L’abbassamento dipende dal minore punteggio assegnato ad alcune strutture universitarie: la piscina coperta, il campo da tennis e il campo multiuso. Gli altri atenei marchigiani hanno sempre avuto punteggi più alti (e quindi maggiori stanziamenti): sia Ancona, che ha un numero di iscritti leggermente più alto, che le università di Camerino e Macerata che ne hanno di meno. Il motivo: strutture sportive migliori.

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