URBINO – Il Contamination Lab dell’Università di Urbino arriva alla decima edizione. Il progetto che punta a creare gli imprenditori di domani, da quest’anno insegna anche a usare l’intelligenza artificiale (AI). Paolo Sammicheli, docente del modulo e fondatore di Starplane srl, guiderà gli studenti alla scoperta della “generative AI” (ovvero quel tipo che si occupa di creare nuovi contenuti digitali come foto, testi e video) e “Agentic AI” (incentrata sul processo decisionale e sull’azione autonoma, con un intervento umano minimo). Attraverso il confronto tra modelli come ChatGpt, Claude e Gemini, i partecipanti apprenderanno diverse tecniche per generare idee, validare concetti di business e creare materiali di marketing.

Chi frequenterà con costanza otterrà la certificazione di “Registered GenAI practitioner”, un attestato che, spiega Sammicheli: “Certifica una competenza operativa concreta: saper usare l’IA per ottimizzare flussi di lavoro complessi, un valore aggiunto che potenzia l’esperienza umana del laboratorio”.
Francesca Maria Cesaroni, coordinatrice scientifica del progetto, sottolinea come la filosofia di questo laboratorio si fondi sulla convinzione che la varietà generi valore: “Il laboratorio punta a creare gruppi misti dove il confronto tra background accademici differenti diventa la scintilla per soluzioni creative e innovative. Secondo la visione dell’Unione Europea, possedere una competenza imprenditoriale significa saper essere proattivi, autonomi e capaci di assumersi rischi per raggiungere i propri obiettivi”.
Il metodo: dal team building all’idea di business
Il percorso, che si articolerà in diciassette incontri dal 27 febbraio fino al 6 giugno, inizia con una fase cruciale di team building. Attraverso strumenti come il “My Canvas”, gli studenti imparano a conoscere se stessi e gli altri, abbattendo le timidezze e creando quel clima di fiducia necessario per far emergere le idee. Solo dopo aver consolidato il gruppo si passa allo sviluppo dei progetti d’impresa, che verranno rifiniti tassello dopo tassello grazie al supporto di formatori esperti.

Il supporto alle sturtup
Anche se il laboratorio termina formalmente a giugno, l’Università di Urbino continua a supportare le idee più promettenti. Come specificato dalla coordinatrice Cesaroni: “Esistono infatti percorsi meno strutturati ma altrettanto efficaci, come le competizioni tra atenei e la possibilità di trasformare il proprio progetto in una startup accademica riconosciuta ufficialmente dall’Ateneo”.




