L’archeologo Mei agli studenti del Raffaello: “Basilica vitruviana sfida per il futuro”. Stanziati 300 mila euro

L'archeologo Oscar Mei del Centro di studi vitruviani con gli alunni del Raffaello di Urbino
di NICOLE CIOTTI

URBINO – È raro vedere un’aula gremita di studenti interessati come quella che ha accolto Oscar Mei all’Iis Raffaello. Professore associato di Archeologia classica all’Università di Urbino e coordinatore scientifico del Centro studi vitruviani, Mei ha parlato di fronte a una scuola per la prima volta dalla scoperta della basilica romana progettata e costruita dall’architetto Vitruvio avvenuta a Fano il 19 gennaio 2026.

Con il dirigente Daniele Piccari e il professore Giovanni Rossi presenti a moderare l’incontro, Mei, tra i protagonisti del ritrovamento, ha parlato dell’importanza che riveste – paragonabile alla “scoperta della tomba di Tutankamon del secolo scorso” – e delle sfide che il sito archeologico pone ora alla città. A tale proposito il 17 febbraio è stato annunciato il finanziamento di 300mila euro, 150 mila a carico del ministero della Cultura e la restante metà a carico del Comune di Fano, per continuare gli scavi archeologici intorno a piazza Andrea Costa, dove è stata ritrovata la basilica vitruviana e dove gli archeologi hanno individuato l’antico foro, cuore della vita della Fano romana.

Oscar Mei del Centro di studi vitruviani

La basilica vitruviana, testimonianza della Fano romana

“Sono sempre stato convinto che la basilica esistesse non solo nella letteratura ma anche nella realtà, temevo solo che potesse essere andata persa nel tempo, smantellata. Ma ero sicuro che Vitruvio l’avesse costruita e che l’avesse fatto a Fano”: gli scavi dell’antica Fanum Fortunae hanno dato ragione a Oscar Mei e soprattutto hanno confermato la verità del De Architectura, unico trattato sul tema dell’antichità giunto integro fino a noi, opera dello stesso Vitruvio che scriveva proprio fra le sue pagine di aver costruito un solo edificio, ovvero la basilica della città di Fano.

Mei ha spiegato agli studenti perchè una parte degli studiosi dubitava di ritrovare quei resti proprio lì: “Quando Vitruvio scrisse il trattato non esistevano edifici con colonne alte così come quelle che dice di aver costruito a Fano, all’epoca insediamento provinciale. A molti sembrava impossibile che un simile edificio si trovasse a Fano e non a Roma”. Le colonne della basilica, ha proseguito Mei, erano infatti alte ben 15 metri (50 piedi romani, comprese basi e capitelli), più di quelle del Pantheon di Roma. Ed è bastato il ritrovamento di cinque colonne corrispondenti a quelle misure per confermare che lo scavo stava portando alla luce proprio l’opera di Vitruvio.

Il sito archeologico della basilica vitruviana

L’enorme basilica – che per i romani non si trattava di un edificio religioso, bensì di uno spazio di funzione pubblica – si trovava nel foro della città, perfettamente inserita nel contesto architettonico con gli altri edifici, come il tempio di Giove capitolino già rinvenuto in scavi precedenti. La nuova scoperta, ha raccontato Mei, permetterà non solo di approfondire l’architettura vitruviana, ma anche di “dare un aspetto più concreto a tutta la Fano romana”.

Vitruvio come Raffaello e Rossini

La presenza della basilica vitruviana a Fano apre a molti interrogativi riguardanti lo stesso Vitruvio. Secondo Oscar Mei, l’architetto romano potrebbe non solo avere origini legate a Fano, ma essere in qualche modo progettista della città. “Non è inverosimile pensare che Vitruvio sia nato nel territorio fanese, in questo momento la città è particolarmente indiziata per essere la patria dell’architetto. Vitruvio sarebbe così uno dei grandi figli della nostra terra: a Urbino il suo Raffaello, a Pesaro il suo Rossini, a Fano il suo Vitruvio”.

La conformazione della città romana, che sta emergendo scavo dopo scavo, fa pensare all’esistenza di un progetto urbanistico e architettonico unico: “Vitruvio si conferma come il probabile progettista della città. Fano è stata fondata nel 27 a.C. come colonia augustea, sappiamo che Vitruvio era uno dei coloni e che, con la sua basilica, ha preso parte alla progettazione della città. Ritroviamo la stessa tecnica della basilica vitruviana anche nelle mura, nella porta di Augusto e nel tempio di Giove. Fano-città laboratorio di Vitruvio sarà la sfida agli archeologi per i prossimi anni”.

Quale futuro per la basilica?

Avviati gli scavi in piazza Andrea Costa, ora si pone il problema di come valorizzare la scoperta. La questione del “dopo” in un Paese come l’Italia dove i fondi destinati al patrimonio artistico e culturale non sono mai abbastanza è notoriamente delicata. Dal fondo dell’aula, una studentessa spinta da simili preoccupazioni ha domandato allo studioso quale sarà il destino della basilica di Vitruvio. “Qualcuno vuole demolire alcuni degli edifici presenti sulla piazza, come la pescheria e il bar, ma chiaramente non è fattibile – spiega Mei – sarà difficile mantenere tutto lo scavo all’aperto, il punto interrogativo è come mantenere fruibili i resti della basilica e allo stesso tempo come restituire ai fanesi la loro piazza”.

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