Morto il giornalista Rai Mimmo Liguoro: insegnò all’Ifg di Urbino

Mimmo LiguoroMimmo Liguoro
di CARLA DELLE VEDOVE

URBINO – È morto a 84 anni Mimmo Liguoro, giornalista Rai al Tg2 e al Tg3 e docente all’Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino all’inizio degli anni 2000. Insegnò radio e televisione insieme a Vittorio Roidi e Paolo Lepri e ricoprì ruoli di coordinamento.

Il ricordo

Liguoro portò all’Ifg non solo la sua esperienza nella conduzione, ma anche la sua grande cultura e umanità. “Era molto molto amato dagli studenti. Aveva un’innata eleganza e un’ironia particolare. Era un giornalista culturale di grande spessore e aveva una dizione perfetta”, ricorda Grazia Trabalza, che all’Ifg insegna radio. “Lavoravamo molto bene insieme nelle settimane in cui gli studenti collaboravano tra televisione e radio”.

Ne ha un bellissimo ricordo anche la giornalista ambientale Stefania Divertito, che ha frequentato l’Ifg nel biennio 1998-2000. Al Ducato ha raccontato: “Eravamo entrambi campani e avevamo una particolare affinità sui riferimenti nel giornalismo. Entrambi stimavamo moltissimo il giornalista d’inchiesta Giuseppe D’Avanzo e Liguoro mi aveva augurato di diventare come lui. Mi aveva dato molto coraggio quando mi aveva detto che il piglio con cui stavo seguendo il caso dell’omicidio di Floride Cesaretti gli ricordava molto Peppe”. È stato sempre molto disponibile verso gli studenti: “Anche dopo la fine del biennio ci scriveva spesso un messaggio per seguire i nostri destini. Mi ha insegnato che quelli che sembrano difetti possono diventare caratteristiche. Mi lamentavo spesso della mia voce un po’ roca, ma lui mi diceva che potevo fare radio o televisione proprio per quello”.

L’esperienza in tv

Nato a Torre del Greco, si laureò in giurisprudenza all’Università di Napoli. Dopo aver lavorato per AdnKronos, Il Giornale di Calabria e L’Occhio, dal 1982 al 1995 fu capo redattore e conduttore del Tg2 e dal 1995 al 2006 del Tg3. Curò rubriche culturali e di attualità come “Gulliver”, “Tg3 Cultura e spettacolo”, “Tg2 Mattina” e “Pegaso”. Ebbe l’occasione di raccontare la visita del presidente degli Stati Uniti Bill Clinton ad Anzio, l’elezione del presidente della Repubblica Francesco Cossiga, diversi congressi di partiti italiani e manifestazioni sindacali e in “Pegaso” la guerra del Golfo e l’ingresso dell’esercito americano in Kuwait.

Nel 2006 andò in pensione, ma continuò a collaborare con riviste e pubblicazioni e a insegnare. Fu anche docente di Teoria e pratica del giornalismo televisivo e di Teorie e tecniche del linguaggio giornalistico nella Scuola di giornalismo dell’Università di Salerno.

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