di FRANCESCO FLORIS
URBINO – A febbraio, per una settimana, gli occhi di quasi tutto il Paese si riversano sul Festival della canzone italiana. Non ci sono però solo i fiori, il palco e le canzoni: la macchina dei media non si ferma mai e viaggia spedita per raccontare al pubblico l’evento musicale più seguito d’Italia. Quest’anno, a Sanremo, nel villaggio delle radio di Corso Imperatrice c’è anche la giornalista Maria Dessole che ha frequentato l’Istituto per la formazione al giornalismo di Urbino (Ifg). Grazie ai Giovani delle Acli (Associazioni cristiane lavoratori italiani), Maria segue da vicino l’importante kermesse giunta alla settantaseiesima edizione. Da una sua idea nasce la collaborazione con la redazione del Ducato, che con le pagelle della prima serata, i giornali e gli speciali radio ha dedicato tanto spazio alla rassegna del teatro Ariston.
Dall’Ifg alle Acli
Dopo il biennio alla scuola di giornalismo di Urbino, la volontà di non fermarsi ha portato Maria a cogliere una grande opportunità: “Alle Acli sono arrivata attraverso il servizio civile. Prima di finire la scuola ho fatto il colloquio perché non volevo rimanere un anno ferma, soprattutto l’anno dell’esame da giornalista”. Uno sguardo al futuro e un’organizzazione del tempo che le hanno permesso di conciliare al meglio ogni impegno: “Mi sembrava utile poter lavorare part-time 5 ore e studiare 5 ore, cosa che ha funzionato benissimo fino all’esame di gennaio”. Sul suo lavoro, Maria spiega di avere la libertà di poter fare ciò di cui è realmente appassionata: “Mi hanno dato la possibilità di fare tutto quello che desidero: le Acli in Svizzera hanno un giornale in lingua italiana, finanziato dallo Stato italiano. Posso scegliere il tema e ho la massima libertà nella grafica”.
La collaborazione con il Ducato
Durante la settimana della kermesse, il Ducato ha partecipato da Urbino realizzando giornali radio, servizi e speciali a tema festival, con il supporto dell’ex quirinalista di Rai Radio e docente all’Ifg Grazia Trabalza. L’idea nasce da un progetto di Maria Dessole.

Anche se le Acli non sono giornalisticamente una testata o una radio, quando si è prospettata la possibilità di partecipare e andare a Sanremo, la giornalista ha approfittato dell’occasione: “Come prima cosa ho pensato di portare tutti i progetti che volevo, allora ho coinvolto alcuni colleghi del mio biennio, ovviamente con l’idea di divertirci. E poi voi del nuovo biennio, bravissimi, che avete un punto di vista fresco nel giornalismo”. Da Sanremo sono stati trasmessi i gr e gli speciali di Radio Ducato, grazie anche a una collaborazione di Acli con il Parlamento europeo: “Ci sono due spazi fisici, uno in Piazza Borea d’Olmo e l’altro verso il lungomare, una cabina nel villaggio delle radio, molto bella: il GlassBox dei Giovani delle Acli che ospita il Social Euro Voices, quello dal quale il Ducato è andato in onda due volte al giorno: accanto al villaggio di tutte le grandi radio c’è anche Radio Ducato”.
Musica, expat e notizie
La routine di questa settimana è piuttosto serrata: “La mattina parto con la rassegna stampa. Poi inizio con un podcast nel pomeriggio che invece parla di expat, Acli e Sanremo. L’obiettivo è sapere qual è l’attualità del Paese, aggiungendo il racconto del festival. Di base – spiega – è un raggiungere le persone legate alle Acli all’estero e chiedere loro se seguono Sanremo; mi sto rivolgendo sia a operatori di patronato, sia a persone, colleghe e colleghi di servizio civile”.
A Sanremo ogni evento fa notizia, ma non bisogna dimenticare ciò che succede nel mondo. Per questo, soprattutto durante la settimana del festival, il lavoro non si ferma quasi mai: “Questi giorni sono stati stimolanti, io sono arrivata con la voce un po’ giù (ride, ndr). Bisogna darsi degli orari: per una settimana così si lavora dalle 5 del mattino alle 2 del mattino. Però è tutto molto divertente, perché le Acli sono fatte di giovani e di persone che hanno voglia di fare e divertirsi, di portare il loro aiuto e la loro voce, e anche come associazione di farsi conoscere.”




