Appalti illeciti di manodopera: tra i 14 indagati due persone di Fano

Articolo aggiornato alle 16:48 del 2 marzo 2026.

URBINO, 2 MAR. – Due persone di Fano risultano essere tra i 14 indagati nell’ambito dell’operazione “Dirty Delivery” condotta dalla Guardia di finanza di Trieste e di Portogruaro riguardo a un sistema di appalti illeciti di manodopera nel settore della logistica, nello specifico nel trasporto di pacchi. Lo ha confermato al Ducato il Comando provinciale della Guardia di finanza del capoluogo giuliano. Cinque persone sono indagate dalla procura di Trieste per associazione a delinquere. Sono stati individuati 120 lavoratori irregolari in un sistema di “caporalato grigio” riguardante una rete di società cartiere intestate a un prestanome. Individuata anche l’emissione a fatture per operazioni inesistenti per circa 5,4 milioni di euro.

Le due persone di Fano non rientrano tra gli indagati per associazione a delinquere e non sono destinatari di provvedimenti cautelari, ha spiegato la Guardia di finanza di Trieste. Sono i rappresentanti legali di due società con sede a Roma, hanno aggiunto le fiamme gialle che al momento stanno definendo quale sia il ruolo preciso dei due nel sistema di sub contratti.

Sono state effettuate perquisizioni in 20 sedi in Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia-Romagna, Lombardia, Marche e Puglia. Gli indagati sono residenti nelle province di Pesaro e Urbino, Trieste, Udine, Modena, Teramo, Venezia, Foggia e Ragusa. Il Gip del tribunale di Trieste ha disposto due arresti, uno in carcere e uno ai domiciliari, e sequestri preventivi per oltre 750 mila euro. I due arrestati provengono da Trieste ed erano a capo della società triestina che gestiva il sistema.

c.d.v.

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