Comuni montani, il Consiglio regionale rinvia la discussione sulla richiesta di revisione dei criteri. Paolini: “Senza speranze”

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di CARLA DELLE VEDOVE

URBINO – “Come sindaco, mi viene citare Dante: ‘lasciate ogni speranza voi che entrate’. Ormai i giochi sono fatti”. Questa la reazione del primo cittadino di Isola del Piano Giuseppe Paolini al Ducato dopo che il Consiglio regionale ha rinviato la discussione della mozione presentata dalle opposizioni di centrosinistra sui Comuni montani esclusi dall’elenco del Dpcm che attua la Legge montagna. La mozione chiedeva alla Regione, tra le altre cose, di “agire attivamente in tutte le sedi istituzionali competenti (governo e parlamento) per sollecitare una revisione dei criteri di classificazione”. Criteri che escludono 29 comuni marchigiani, tra cui Urbino, dall’elenco dei montani. Inoltre nel documento si invitava ad “avviare immediatamente un tavolo di confronto permanente con Uncem Marche e le rappresentanze delle Unioni Montane e dei Comuni interessati, per definire una posizione congiunta e univoca”.

Rivedere i criteri?

Il rinvio alla prossima seduta è arrivato dopo un lungo dibattito tra i consiglieri regionali e in assenza del presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, oggi a Roma per discutere dello stesso tema con il ministro per gli Affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli e valutare una possibile nuova norma per estendere i benefici della legge Montagna anche ai comuni non più montani. In Consiglio regionale l’assessore Tiziano Consoli ha specificato che la Giunta vuole proporre di inserire tra i criteri non solo quelli morfologici e orografici, ma anche quelli “socioeconomici, come la densità di popolazione e il decremento demografico istituendo un nuovo elenco per lo sviluppo delle aree interne”. Secondo Paolini la Regione “deve decidere come dare supporto ai comuni rimasti esclusi”. Una clausola dell’accordo tra governo, regioni, province e comuni ad esempio prevede la possibilità per le regioni di assegnare i fondi Fosmit 2025 (Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane) anche ai comuni non più montani, tenendo conto delle loro esigenze.

Il rinvio della mozione

Marta Ruggeri, consigliera regionale del M5S e firmataria della mozione, commenta: “Oggi la maggioranza, con grande imbarazzo, è arrivata a rifiutarsi di votare, rinviandola, una risoluzione che condivideva un documento estremamente puntuale e di grande qualità inviato dai 29 sindaci interessati, sindaci di tutte le parti politiche, mostrando esplicitamente di anteporre la fedeltà cieca ai partiti allo schierarsi coi territori che dovrebbero difendere”. Il riferimento è a un documento condiviso tra i sindaci dei comuni non più montani che, in un incontro avvenuto nei giorni scorsi a Urbino, hanno messo da parte il colore politico per una lotta comune. Paolini sul punto afferma: “Quando indosso la fascia tricolore non appartengo più a un partito. Devo agire nell’interesse di tutti. In questo momento sono al fianco del sindaco di Urbino Maurizio Gambini come di quello di Sassocorvaro Auditore Daniele Grossi e degli altri, anche se appartenenti a un’altra area politica”.

Riferendosi a chi non è d’accordo con una revisione dei criteri per includere i comuni esclusi tra i montani Paolini aggiunge: “È una guerra tra poveri. È assurdo vedere che per pochi soldi alcuni comuni sono disposti a vedere morire un comune fratello”. Esponenti di alcuni comuni marchigiani infatti sono favorevoli a una riduzione dei montani perché non realmente svantaggiati, come ha spiegato l’ex sindaco di Piobbico Giorgio Mochi al Resto del Carlino: “L’idea che Frontino, Carpegna, Serra Sant’Abbondio e Apecchio debbano dividersi ‘quattro spiccioli’ (perché alla fine di quattro spiccioli si tratta) con i cittadini di Vallefoglia, Fermignano, Ascoli Piceno, e tante altre realtà, è offensivo nei confronti di coloro che con caparbietà rimangano ‘aggrappati’ ai nostri monti'”.

Uscire dall’Anci

Paolini sta dalla parte del sindaco di Urbino anche per quanto riguarda l’uscita dall’Anci (Associazione nazionale comuni italiani), tema che verrà discusso e votato domani dal consiglio comunale della città ducale: “Gambini ha tutte le ragioni del mondo a volersene andare dall’associazione. Anch’io vorrei uscirvi”. Pesa inoltre l’aumento della quota d’iscrizione, “quasi quadruplicata nel giro di un anno, fino ad arrivare a 3.000 euro”, problema sollevato al Ducato anche dal sindaco di Vallefoglia Palmiro Ucchielli, che sottolinea il problema dello spopolamento delle aree interne, anche se non lontane dalla costa. Vallefoglia considererà a sua volta in consiglio comunale l’eventuale uscita dall’Anci.

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