di CHRISTIAN REGIS
URBINO – Il nuovo centro di ricerca multidisciplinare sull’intelligenza artificiale (AIM Research Centre) dell’Università di Urbino poggia su una solida base: oltre 150 docenti, 30 dottorandi e titolari di borse di ricerca. La parola chiave è “multidisciplinarità”, con competenze che spaziano su tutte le aree scientifiche, più di 30 ambiti culturali e 90 settori scientifici. “L’approccio multidisciplinare – sostiene Elena Viganò, prorettrice alla sostenibilità e alla valorizzazione delle differenze – è fondamentale non solo per comprendere e gestire i cambiamenti introdotti dall’IA, ma anche per partecipare attivamente a guidarne lo sviluppo”.
Polo attrattivo
Il nuovo centro può giocare un ruolo fondamentale anche a livello di attrattività per l’ateneo. “Riteniamo sia molto importante – dice al Ducato Alessandro Bogliolo, direttore del centro – perché consente di svelare le tante attività in tema di intelligenza artificiale che all’interno dell’università già venivano condotte. Svelarle vuol dire attrarre chiunque sia interessato a contribuire, ma vuol dire anche attrarre chi, ad esempio da studente, possa sapere di trovarsi in un contesto dove può fare tesi, tirocini o semplicemente godere del fatto di essere in un posto dove incontra docenti e ricercatori che affrontano questi temi da tutti i punti di vista”. sulla stessa linea anche il rettore Giorgio Calcagnini: “Studenti e studentesse sapranno che anche da noi ci si può rapportare con questa innovazione con cui ci dobbiamo confrontare tutti i giorni”.
I benefici del centro non riguardano solo l’ateneo, ma si estendono all’intera città, come evidenzia Bogliolo: “Il centro ha come sua caratteristica quella di essere totalmente inclusivo. È aperto non soltanto alle discipline, ma anche alla collaborazione con tutte le parti cosiddette interessate come imprenditori e cittadini. E poi c’è l’impatto per la società civile, perché il centro condurrà eventi e produrrà opportunità di informazione, consapevolezza e conoscenza sul tema dell’IA”. Anche il rettore conferma l’importanza del progetto per il territorio: “Speriamo che tutti sappiano che da noi c’è un centro a cui potersi rivolgere per avere un supporto nell’affrontare un tema, come l’intelligenza artificiale e i suoi rischi, che non è semplice. L’ateneo ne esce più forte e competitivo”.
Il progetto è in cantiere da un’anno e tre mesi e “non ha incontrato alcun ostacolo e soprattutto non ha incontrato nessuna resistenza, ma grandissimo entusiasmo da parte di tutti i prorettori e le prorettrici e di tutti i dipartimenti”, conclude Bogliolo.




