di CARLA DELLE VEDOVE
URBINO – “Un calo dei consumi di circa il 20%”. È il dato che emerge, a spanne, dopo l’impennata dei prezzi di benzina e diesel seguita allo scoppio della guerra in Medio Oriente e al blocco dello stretto di Hormuz, avvenuti dieci giorni fa. A segnalarlo al Ducato è Sandro Peruzzini, che a Fermignano gestisce il distributore Tamoil. “Da quando i prezzi sono saliti – racconta – ho notato meno gente fare rifornimento. Molti clienti mettono meno carburante o cercano di usare l’auto il meno possibile”.
La conferma che la situazione stia diventando giorno dopo giorno sempre più preoccupante arriva anche da Christian Ruggeri dell’impianto Ip di Urbino: “Da quando è scoppiata la guerra, la gente sta più attenta, si sposta meno in auto oppure si rifornisce dove costa di meno”.
Di opinione contraria Andrea Dini, uno dei soci della stazione di servizio Eni di Urbino, che spiega: “Non c’è ancora stata una riduzione”, “i prezzi sono saliti da nemmeno due settimane”. Aggiunge un lavoratore del distributore Metano di Fermignano: “Prendere la macchina per molte persone è indispensabile”.
Non è certo la prima volta che i prezzi dei carburanti salgono in modo così importante (con prezzi che arrivano fino a 2,099 per il diesel e a 1,859 per la benzina). Nel 2022, lo scoppio della guerra in Ucraina aveva avuto conseguenze simili, un periodo che i benzinai dell’Urbinate si ricordano bene. “Pure durante la pandemia la situazione ci aveva messo non poco in difficoltà”, ricorda Peruzzini.
Ma i gestori non hanno molto margine di azione. “Dico ogni giorno all’azienda Ip se possono fare qualcosa per abbassare i prezzi. Glielo dico continuamente, a prescindere da questa situazione. Rispondono che non si può fare più di tanto, perché sale il prezzo della materia prima”. Il socio dell’impianto di Eni precisa: “Noi utilizziamo un portale Eni, riservato ai gestori, da cui ordiamo il carburante. Ogni mattina quando mi ci collego vedo il prezzo stabilito dall’azienda per la giornata. Non so ancora quale sarà il prezzo di domani, non dipende da me”.

Sulle spalle di gran parte degli automobilisti del territorio di Urbino però l’impennata dei prezzi si fa sentire già da inizio anno. La nuova legge di bilancio infatti ha previsto una norma che ha portato a un aumento delle accise sul diesel insieme a una riduzione di quelle sulla benzina. “Da noi circa il 70% delle auto sono alimentate a diesel, quindi l’aumento si fa sentire” racconta Dini.




