I cittadini protestano contro i cantieri della Fano-Grosseto: “Danneggia il turismo e ci toglie il sonno”

La casa di Rossella
di GIACOMO CECCOLINI e CHRISTIAN REGIS

URBINO – La casa di Rossella dista pochi metri dal lotto 4 della Fano-Grosseto, fuori dal centro abitato di Mercatello sul Metauro. “Quando le trivelle sono al lavoro, tremano persino i bicchieri in cucina”, racconta al Ducato. Aveva scelto quel posto immerso nel verde per viverci con i suoi cani e il cavallo, ma ora si ritrova accerchiata da tre cantieri: la Fano-Grosseto, l’allaccio stradale provvisorio verso il centro del paese e il metanodotto Snam sul tratto Foligno-Sestino. A pochi minuti di macchina, l’altro grande cantiere della zona: la galleria della Guinza.

I timori per la salute

Per il tunnel, iniziato nel 1990 e rimasto incompiuto per oltre due decenni, l’Anas ha riavviato i lavori nel 2024. L’obiettivo immediato è valorizzare la sola canna già realizzata – che permette di andare dalle Marche verso l’Umbria ma non viceversa – collegandola alla viabilità esistente, con apertura prevista nel 2027. I materiali di scarto estratti dalla galleria sono stati posizionati all’esterno della canna per essere utilizzati come fondo stradale della Fano-Grosseto. I membri dell’associazione “Voci della Valle”, che da anni si oppongono al progetto, temono che quei materiali – che sono stati utilizzati prima della introduzione della legge 257/1992 che vieta l’amianto – “possano contenere sostanze pericolose”. Altro problema messo in evidenza è la modalità in cui vengono rotti i detriti della galleria che vengono “lasciati cadere dall’alto sollevando un gran polverone”.

Il sindaco di Mercatello sul Metauro Alfiero Marchetti ha riferito che “le analisi non sono di competenza comunale. Se hanno dato il via libera vuol dire che i materiali sono sicuri”. Contattati dal Ducato per conoscere gli esiti e le modalità delle verifiche, né l’assessore all’ambiente Tiziano Consoli né l’Arpam (Agenzia regionale per la protezione ambientale delle Marche) hanno risposto.

La Galleria della Guinza

Quiete interrotta

Rossella racconta che alle 6:45 entrano già in funzione i primi macchinari, seguiti dalle trivelle, che vengono azionate alle 7:40. “La situazione – si legge in una lettera inviata al Comune dalla cittadina – sta provocando ansia e tachicardia, incapacità di concentrazione e disturbo del sonno”. L’altro problema principale è il drenaggio delle acque piovane: davanti alla casa di Rossella è stato posizionato uno spartitraffico in cemento che impedisce all’acqua di defluire verso il fiume, inondando la strada antistante. Il sindaco di Mercatello ha riferito al Ducato di aver già trasmesso le lamentele ad Anas, che ha assicurato l’assenza di violazioni nel cantiere.

La casa di Rossella fuori dal cantiere Fano – Grosseto

Impatto negativo su turismo e ambiente

La costruzione della Fano-Grosseto sta alterando profondamente il paesaggio montano di Mercatello, colpendo, a detta dell’associazione “Voci della Valle”, il rinomato turismo “di campagna” della zona. Ne fanno le spese i proprietari di B&B come Pietro, gestore di un casolare immerso nel verde. “Alcuni ospiti mi dicono che la vista è peggiorata tantissimo e che si sentono i rumori dei macchinari”, afferma al Ducato. In effetti, affacciandosi dalla piscina, il cantiere ha sostituito il panorama incontaminato di un tempo.

La vista sul cantiere dal B&B di Paolo

Anche la natura soffre dell’inquinamento da cantiere secondo l’associazione, che è convinta che “la costruzione della superstrada danneggi notevolmente la raccolta dei tartufi: la zona del Metauro e del Candigliano ha la più alta produzione di tartufi in Europa”. Un altro problema è legato al fiume Metauro, popolato da esemplari di trote autoctone e classificato come “A-ZTM” (zona di tutela della trota mediterranea), che risente della vicinanza ai lavori.

Articolo aggiornato il 12 marzo 2026 alle 8:40. In precedenza era stato erroneamente indicato che secondo Marchetti le analisi dei materiali dipendevano dal ministero.

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