Cessione La Stampa, Nadia Ferrigo (Cdr): “Promessa di restare brand nazionale. Gestione Exor fallimentare”

di LUCA BAGNARIOL

URBINO – Nel sentir parlare Nadia Ferrigo – ex allieva dell’Istituto per la formazione al giornalismo di Urbino e parte del Comitato di redazione della Stampa di Torino – si percepisce un prudente sollievo nell’affrontare la questione della cessione del suo quotidiano al Gruppo Sae di Alberto Leonardis – proprietario de La Provincia Pavese, Il Tirreno, La Nuova Sardegna, La Nuova Ferrara, Gazzetta di Modena e Gazzetta di Reggioformalizzata lo scorso 4 marzo. Un sollievo che non dipende solo dai “terribili” ultimi mesi della gestione Gedi, ma dall’incontro informale che si è tenuto tra la redazione del giornale torinese e il futuro proprietario.

“Un mese fa – spiega Ferrigo – abbiamo avuto un incontro informale con Leonardis, che ci ha illustrato il suo piano occupazionale – circa 60 pre-pensionamenti in 4 anni e nessun taglio ai posti di lavoro – e di voler mantenere tutte le nostre redazioni locali in Italia e all’estero”. Nessuna volontà di trasformare la Stampa in un quotidiano locale, come si pensava guardando agli altri quotidiani di proprietà di Leonardis: “Su questo è stato molto chiaro: vuole mantenere il brand nazionale, rendendo il quotidiano il capofila di quello che diventerà il secondo gruppo editoriale più grande del Paese (dopo il gruppo Qn-Quotidiano nazionale di Monrif, ndr)”.

Prospettive – se confermate – migliori rispetto agli ultimi periodi sotto il controllo del Gruppo Exor di John Elkann, segnati da una gestione che la redazione della Stampa non ha problemi a definire “fallimentare”. “Gli ultimi anni sotto Exor per noi sono stati terribili. Le nostre competenze in ambito digitale sono state smantellate e disciolte nel gruppo editoriale. Ci siamo trovati a girare video a Torino per poi spedirli a montare in India tramite Accenture. Anche nelle piccole cose, come la chiusura del nostro museo o dell’ufficio abbonamenti nella sede centrale, si percepiva un forte disinteresse nei confronti della nostra testata. Primaonline ad ottobre aveva parlato di un Elkann nauseato dal mondo dell’editoria: questa nausea noi l’abbiamo percepita anni prima della cessione”.

Segnali di nausea

Un disinteresse palesatosi nel corso della trattativa per la cessione dei quotidiani del Gruppo Gedi in questi mesi. Come nel caso della scoperta delle trattative con Antenna solo grazie ad una smentita di Exor su una possibile cessione a Leonardo Maria del Vecchio. “Venire a sapere di essere in trattativa per una cessione tramite una smentita – e non con una comunicazione diretta da parte della proprietà – ha incrinato il nostro rapporto di fiducia con Exor” spiega Ferrigo. “Quando Elkann è venuto in sede dopo l’assalto del 28 novembre 2025, la sua presenza era stata interpretata come un segnale positivo, a testimoniare la volontà di continuare a investire visto lo storico legame che lega la Stampa e la famiglia Agnelli-Elkann”.

A dicembre, invece, la notizia della trattativa con l’Antenna group dell’armatore greco Theodore Kyriakou – da cui il quotidiano di Torino è escluso – è solo l’ennesima conferma di un rapporto che non può più essere risanato: “Gedi ci ha riferito che Antenna non era interessato alla Stampa e che era necessario trovare un altro compratore. Il tutto è stato umiliante, per questo ci siamo organizzati con un’assemblea permanente”.

Ora, la speranza è che Leonardis tenga fede alla parola data in redazione.

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