di CARLA DELLE VEDOVE
URBINO – A Urbino circa 90 studenti e lavoratori fuori sede hanno fatto richiesta per diventare rappresentanti di lista e avere così la possibilità di esprimersi per il referendum sulla giustizia nella città ducale: un modo per poter esercitare il diritto di voto senza essere costretti ad affrontare i costi per fare rientro al proprio domicilio. Si sono rivolti quasi tutti a partiti di centrosinistra, “in diversi” a Forza Italia e solo una persona a Fratelli d’Italia. Nessuno, a quanto risulta al Ducato, alla Lega.
Rispetto al referendum dello scorso giugno e alle elezioni europee del 2024, infatti, quest’anno chi vive lontano da casa non può votare: la maggioranza ha respinto alla Camera la proposta dell’opposizione di estendere il voto a chi è fuori sede.
La mobilitazione per gli studenti
Partito democratico, Alleanza verdi e sinistra e Movimento 5 stelle, insieme alle liste civiche di opposizione del Comune di Urbino e ad alcune associazioni, si sono uniti in un unico Comitato per il no per permettere di votare a chi non può fare ritorno alla propria residenza. Il consigliere comunale del Pd Lorenzo Ugolini ha spiegato al Ducato: “Abbiamo creato un form che l’associazione Unione degli Universitari (Udu) ha diffuso tramite i rappresentanti tra tutti gli studenti, che potevano accedervi attraverso un qr code e registrarsi. Una volta raccolte le richieste, ricontatteremo tutti gli iscritti e li distribuiremo nei vari seggi”.
Ugolini parla di circa 90 persone che fino ad ora si sono registrate al form: “Urbino ha 19 seggi, stiamo cercando di permettere a tutti di essere rappresentanti di lista e votare. Forse qualcuno verrà mandato a Fermignano. Dobbiamo comunicare i nomi dei rappresentanti di lista entro venerdì 20 marzo: se qualcuno si vuole iscrivere è ancora possibile, anche se all’ultimo”. Gianluca Carrabs, consigliere comunale di Alleanza verdi e sinistra, specifica al Ducato: “È opportuno permettere il voto fuori sede: a Urbino ci sono diversi giovani che desiderano partecipare al voto, ma non sono residenti”. L’anno scorso infatti al referendum proposto dalla Cgil sul lavoro e sulla cittadinanza per gli stranieri si sono rivolti all’ufficio elettorale di Urbino 247 studenti universitari e 19 lavoratori per poter votare fuori sede.
Palliccia (Fdi): “Questione amministrativa, non politica”
Quasi nessuno ha considerato i partiti di destra. “Per ora si è rivolta a noi una persona. Forse gli studenti stanno valutando se riescono a tornare a casa per votare. Si può fare la richiesta per essere rappresentanti di lista fino a venerdì, oppure direttamente ai seggi. In generale gli studenti non si rivolgono spesso a noi per non essere politicizzati all’interno dell’università” ha detto al Ducato Emanuela Palliccia, coordinatrice di Fratelli d’Italia a Urbino e consigliera comunale. Il partito in ogni caso rimane aperto a eventuali richieste tardive: “La libertà di votare deve sempre essere garantita. Noi di Fratelli d’Italia chiamiamo al voto, impedirlo sarebbe un controsenso. Credo che l’impossibilità di votare da fuori sede quest’anno, al contrario dello scorso referendum, dipenda da una questione amministrativa, non politica. Immagino dipenda dalla burocrazia che pesa sui comuni che ricevono la documentazione che deriva dalle domande”.
“Non ci è arrivata nessuna richiesta” ha detto invece al Ducato il coordinatore locale della Lega Luca Rovetta. Alla richiesta di un parere sull’impossibilità di votare, al contrario dello scorso referendum, ha risposto: “Su questo sono impreparato. Secondo me tutti dobbiamo avere la possibilità di votare, la libertà di voto appartiene a tutti. Mi dispiace sinceramente”.
La consigliera regionale di Forza Italia Jessica Marcozzi spiegato al Ducato: “Ci sono arrivate diverse richieste, non so di preciso quante. Appena saprà il numero le smisterò tra le sezioni provinciali”. Il Ducato ha provato a contattare Elisabetta Foschi, segretaria provinciale Forza italia, aggiornerà il numero di richieste non appena avrà riscontro.
Quasi 20 mila richieste in Italia
Quest’anno per ora circa 20 mila studenti hanno chiesto di poter essere rappresentanti di lista: 10 mila ad Avs, 3.500 al M5s, 3.500 al Pd, 1.500 al comitato “Giusto dire no” e 1.000 alla Cgil. I partiti della maggioranza parlamentare di Centrodestra stanno ancora conteggiando le richieste che hanno ricevuto, ma secondo l’associazione studentesca Azione universitaria il riscontro è buono.




