Riapre il Cinema Ducale. La titolare: “Prossimo passo: diventare un museo”

di LUCA BAGNARIOL

URBINO – Un colpo di scena degno di un film. Il cinema Ducale di Urbino, che in molti temevano non avrebbe più riaperto i battenti, è pronto a riaccendere i proiettori, già a partire da questo fine settimana. Una notizia che la città aspettava dal 29 dicembre 2025, quando la proprietà aveva annunciato su Facebook la chiusura per non specificati motivi tecnici. “Speriamo di riaprire il più presto possibile”, scrivevano i titolari nei commenti, rispondendo al dispiacere del pubblico che ogni sera animava le sale di via Budassi.

“La gente mi fermava per strada per chiedermi quando avremmo riaperto”, spiega Costantina di Tizio, 75 anni, storica proprietaria delle due sale assieme al marito Paolo Tomassini e volto che per decenni ha accolto il pubblico dalla sua postazione in biglietteria. Una domanda a cui Costantina non ha risposto fino ad oggi, quando apre sorridente le porte del Ducale alla redazione del Ducato nel pieno di un controllo sui termosifoni. “Ho appena consegnato in Comune tutta la documentazione sui lavori fatti ed abbiamo avuto l’ok per riutilizzare la sala Due”. Anche se a metà, a partire da questo venerdì – impianto di riscaldamento permettendo, altrimenti si scalerà a sabato – il cinema Ducale è finalmente pronto a riaccogliere gli abitanti di Urbino, come sempre fatto dal 30 ottobre 1950.

Progetti futuri

La scelta di riaprire non è dettata da motivazioni di carattere economico, assicura Costantina: “Da anni operiamo in rosso solo per passione e per rispetto della storia del Ducale, che rappresenta un’istituzione di questa città. Mantenere aperto un cinema non conviene più già dal 1976, con l’avvento delle televisioni libere, pensate adesso con i servizi di streaming”.

La sala Uno del cinema Ducale, pronta per la riapertura

Costantina gira per il cinema, indicando le locandine e le apparecchiatura d’epoca che raccontano la settantacinquennale storia del locale di Via Budassi. “Questa è la locandina dello spettacolo Storia di un soldato di Stravinskij, portato in scena qui da Dario Fo quando c’era ancora il palcoscenico”. Un viaggio nei ricordi, come quando indica la foto con Gabriele Salvatores durante la visita del regista dopo la vittoria dell’Oscar per Mediterraneo, ma proiettato verso il futuro del cinema. “Dopo la riapertura di Sala due, puntiamo a riaprire anche la uno, che richiede degli interventi sul soffitto”. Il passo successivo, per cui è già stata inviata richiesta al ministero della Cultura, è quello di procedere con la monumentalizzazione del locale – già riconosciuto come sala storica – per beneficiare di fondi aggiuntivi e la possibilità di creare una Fondazione per la gestione del Ducale, sempre sotto le cure di Costantina e Paolo.

La locandina dello spettacolo di Dario Fo, esposta al Cinema Ducale

Una volta completati questi passaggi, il sogno nel cassetto della titolare è quello di ospitare nei locali di via Budassi un grande Museo del cinema, con esposte le locandine dei classici che hanno illuminato le sale del Ducale e con i macchinari d’epoca, ancora gelosamente conservati. “Non vogliamo solo raccontare la storia del cinema, ma di una realtà che è stata costruita dallo sforzo collettivo di questo città e che per tutta la sua vita ha ospitato generazioni e generazioni di urbinati” spiega la proprietaria.

Galeotta fu una fuga di gasolio

I problemi per il cinema Ducale sono cominciati la sera del 2 dicembre 2025, con la fuga di gasolio che ha interessato l’area di via Budassi. “Stavamo proiettando Zootropolis 2: la sala era piena, poi all’improvviso ho iniziato a sentire un forte odore di metanolo. Dopo pochi minuti, sono arrivati i Vigili del fuoco, che ci hanno detto di far uscire il pubblico dalla sala”.

Il giorno successivo è arrivato l’ordine di chiusura per permettere i controlli sulla cisterna dei locale, in una serie di indagini che hanno interessato tutta la via per cercare l’origine della fuga. “Abbiamo fatto tutti i lavori che ci sono stati richiesti ed abbiamo ordinato una nuova cisterna, così siamo riusciti a riaprire per Natale con la proiezione di Buen Camino di Checco Zalone“. Una riapertura di solo quattro giorni: il 29 dicembre, una denuncia anonima per inquinamento ambientale ha fermato di nuovo i proiettori. “Tra la denuncia e i controlli di sicurezza dopo la tragedia di Crans Montana – spiega Costantina – abbiamo dovuto aspettare mesi prima di poter riaprire, ma alla fine siamo riusciti a dimostrare che la Sala due rispetta le norme di sicurezza e antincendio richieste”.

Dopo la consegna dei documenti in Comune e l’ok definitivo per la riapertura di Sala due, si ricomincia: questo weekend in programma Cena di classe di Francesco Mandelli e è l’ultima battuta? di Bradley Cooper. Un ritorno alla normale programmazione, quella che ha accompagnato la città di Urbino negli ultimi settantacinque anni.

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