di LUCA BAGNARIOL
Mercoledì 11 marzo: mentre l’Italia si prepara alla due giorni del referendum confermativo sulla riforma della giustizia del governo Meloni, Repubblica e Fatto Quotidiano rilanciano dai loro siti la notizia del presunto dossieraggio da parte del presidente della regione Liguria Marco Bucci nei confronti del Secolo XIX, principale quotidiano della città di Genova.
Come ricostruito dalla stampa, Federico Casabella e Diego Pistacchi – portavoce e addetto stampa di Bucci – hanno raccolto per mesi articoli del giornale genovese in dossier poi inviati alla Blue Media srl, società editrice della testata di proprietà della Msc (Mediterranean Shipping Company) – prima compagnia mondiale per gestione delle rotte commerciali marittime. L’obiettivo? Dimostrare un bias del quotidiano a favore del centrosinistra locale, in particolare nel corso della campagna elettorale che ha portato all’elezione di Silvia Salis a sindaca di Genova.
Il caso travolge la politica ligure: Bucci cerca di ridimensionare la vicenda, parlando di semplici rassegne stampa inviate dal suo ufficio al direttore del Secolo XIX Michele Brambilla in nome di un accordo tra le parti. Brambilla risponde nell’editoriale del 12 marzo, smentendo la versione data dal presidente della Regione. “Se ci fosse stato un accordo tra me e Bucci – chiosa – quest’ultimo avrebbe inviato i dossier direttamente a me. Invece, salvo l’ultimo che è stato mandato anche a me (22 novembre) tutti gli altri li ha mandati (lui o qualcuno del suo staff) al mio editore”. Intanto, il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti apre un’istruttoria sul caso, mentre il Comitato di redazione della testata si schiera dalla parte del direttore a difesa dell’autonomia del suo lavoro.
Sopravvivere alle pressioni
In un sistema mediatico sempre più dipendente da proprietari con interessi esterni al mondo dell’editoria, che vanno a inficiare il lavoro redazionale, la presenza di un gigante come Msc si è invece rivelata fondamentale per respingere le pressioni avanzate dalla politica ligure. Il rapporto annuale Ossigeno del 2025 – resoconto delle minacce ai giornalisti e delle limitazioni della libertà di stampa tramite abusi e violenze – parla di 759 casi di giornalisti minacciati. Un fenomeno che colpisce soprattutto la stampa locale e cittadina, prima linea fondamentale nell’informazione, ma spesso vittima di intimidazioni per la debolezza economica dei loro editori. Uno dei fattori cardine per spiegare il 49esimo posto occupato dal nostro Paese nella classifica annuale di Reporters Sans Frontier (Rfs) sulla libertà di stampa nel mondo. “Quando i media sono in difficoltà finanziarie, vengono trascinati in una corsa per attrarre pubblico a scapito di un’informazione di qualità, e possono cadere preda degli oligarchi e delle autorità pubbliche che cercano di sfruttarli”, aveva denunciato Anne Bocandé, direttrice editoriale di Rfs.
Non è questo il caso di Msc, principale attore economico della scena genovese: proprio la solidità economica del gruppo della famiglia Aponte ha permesso di respingere le pressioni da parte di Bucci, che, secondo, Brambilla, sarebbero state mirate a ottenere un trattamento di riguardo per il candidato del centrodestra Pietro Piciocchi nel corso della campagna per le amministrative genovesi.
Non è tutto oro…
Msc ha acquistato lo storico quotidiano di Genova nel 2024, approfittando dell’opera di smantellamento del patrimonio di quotidiani locali del Gruppo Gedi di proprietà Exor-Elkann. Un caso simile a quello dei quotidiani del nord-est Italia, ceduti da Gedi al gruppo Nem di Enrico Marchi, in cui l’imprenditoria locale decide di investire sui quotidiani di riferimento del proprio territorio per preservare i propri interessi.
Nel caso di Genova, sono molti i tavoli di trattativa che vedono protagonisti gli Aponte e la Regione Liguria: in primis, come riporta Il Post, la questione della nuova diga foranea, opera da 1,3 miliardi di euro (la più costosa del pacchetto Pnrr) fondamentale per aumentare la competitività del porto di Genova nella gestione del traffico commerciale marittimo. Una prospettiva che interessa fortemente Msc, primo operatore dello scalo ligure. Bucci è stato scelto come commissario straordinario per la costruzione dell’opera: una posizione che dovrebbe invitare alla cautela, ma Msc non ha apparentemente avuto nulla da ridire sulla pubblicazione dell’editoriale di Brambilla contro lo stesso Bucci. Forse un segnale che in questo momento i rapporti tra le parti sono particolarmente tesi.




