di NICOLE CIOTTI e MARCO FALLARA
URBINO – Ci sono più vetrine che illumano le vie di Urbino: negli ultimi mesi la città ha visto diverse inaugurazioni e a tagliare i nastri sono stati, nella maggior parte dei casi, imprenditori della gen Z. Nel solo centro storico, dall’inizio del 2026, sono almeno tre i locali aperti che vedono un giovane alla guida, con il quarto che alzerà le serrande a metà aprile. Il dato è particolarmente positivo se si guarda al circoscritto e diffidente centro di Urbino, spesso descritto come statico, scarsamente collegato e dunque poco attrattivo per chi vuole investire. E invece ci sono dei giovani urbinati che scelgono di rimanere e contribuire al rinnovo del tessuto economico locale: segnale che fa ben sperare in un ricambio generazionale, che vede la nuova generazione pronta a prendere in mano il futuro delle attività cittadine.
Il coraggio dei nuovi giovani imprenditori è ancora più importante se si considera il drastico calo delle imprese attive a Urbino: sono 313 le attività scomparse dal 2015, circa il 20% in meno; di queste, 185 si registrano solo negli ultimi cinque anni. È un trend che ha visto il centro di Urbino riempirsi di vetrine vuote e saracinesche abbassate, come emerge dallo storico sul sito della Camera di Commercio delle Marche. Da gennaio 2024 a gennaio 2025, però, c’è stato un aumento, anche se lieve, di otto nuove attività commerciali. È possibile che la voglia dei giovani di investire in città possa contribuire a invertire questo trend.
C’è tuttavia un neo: la maggior parte delle attività in apertura sono gestite da uomini, con una presenza imprenditoriale femminile nettamente in minoranza. Prendendo in analisi i dati relativi a Urbino, su un totale di 1266 imprese attive registrate il 31 dicembre 2025, solo 272 di queste sono gestite da donne. Solo un’impresa su cinque in città vede attualmente una conduzione femminile. Guardando agli ultimi dieci anni, il dato dimostra un calo: se nel 2015 le imprese attive a conduzione femminile erano il 22,50% del totale, nel 2025 la percentuale è scesa di un punto, assestandosi al 21,50%.
Passaggio di consegne
Emma Battistelli, 23 anni, nata e cresciuta a Urbino, non ha mai pensato di lasciare la sua città. Entro la fine di aprile vuole vedere il suo nuovo locale, Dilemma, alzare le serrande. Con questo progetto raccoglie un’eredità importante: quella dello storico Caffè Raffaello, gestito per 29 anni da Valentino Gostoli e Alberto Crinella, che guardano con fiducia a quello che definiscono un ricambio generazionale in città. Il suo obiettivo, però, è quello di portare qualcosa di nuovo alla sua città, rinnovando radicalmente: “Ho realizzato un design del bar particolare, sarà tutto colorato in modo eccessivo anche per dare un impatto visivo diverso dagli altri locali della città”.
“A fine 2025 mi è arrivata questa grandissima opportunità e ho voluto coglierla appieno” racconta Emma, che con il suo progetto vuole rivolgersi soprattutto a ragazzi come lei: “Ho sempre lavorato qui a Urbino perché è una città che adoro, soprattutto per l’università e per gli studenti”. Lei fa parte dei giovani urbinati che hanno scelto di raccogliere la sfida: “Ho visto un po’ più di movimento in questi ultimi anni, ci sono stati altri ragazzi urbinati che hanno scelto di rimanere e di investire nella propria città, probabilmente perché la adorano tanto quanto me”.

Da quest’anno anche il Ragno d’Oro, istituzione della città, sarà co-gestito da un giovane: Filippo Ugolini, urbinate di 21 anni e studente di economia. Dopo aver lavorato per due anni nello stesso locale, tra bar e sala, ha deciso di coronare un sogno che ha da anni: avere un’attività propria nel settore della ristorazione. “Un primo passo, un inizio”, lo definisce. Filippo gestirà il suo 50% delle quote. Ci racconta che ha intrapreso questa sfida sia per ambizione personale sia per attaccamento al territorio: “Sono dell’idea che le attività, soprattutto quelle storiche, debbano rimanere in mano agli urbinati”.
Filippo descrive una cittadina abitata da ragazzi con un forte senso di appartenenza: “È una realtà piccola e le opportunità sono limitate, ma se c’è la possibilità si sceglie di rimanere”. Mentre si racconta è circondato da ragazzi che come lui preparano il locale all’apertura primaverile, traduzione concreta delle sue parole: “A Urbino noi giovani siamo tutti uniti, non c’è un distacco generazionale che si può trovare in altre parti”.

La sfida di restare
Il processo di avvicendamento generazionale nelle attività di Urbino è iniziato già qualche anno fa. Nel 2022 Edoardo Vassallo ha aperto con un amico il Suite 506, un cocktail bar in centro storico. “Siamo tutti e due di Urbino e l’idea di aprire il locale è nata quasi per gioco. Ancora oggi la definisco una scelta tra l’incosciente e il divertente, dovuta anche all’età dato che ai tempi avevamo 4 anni in meno” racconta Edoardo, che oggi ha 29 anni. Non solo coraggio quindi, ma anche una buona dose di “incoscienza positiva” del non sapere cosa aspettarsi. Sulle nuove aperture in città è ottimista: “Ogni volta che apre un’attività con dei ragazzi mi sembra sempre di rivedere noi di quattro anni fa”.

Ci sono poi universitari fuorisede che, dopo gli studi, tornano a Urbino per aprire la propria attività, come Giovanni Sessa, romagnolo di 29 anni, che da gennaio 2025 gestisce il suo cocktail bar Alla Goccia. “Per chi viene da fuori è più difficile aprire un’attività”, ci dice. Nonostante questo, vede un grosso potenziale inespresso a cui contribuiscono “i tanti studenti universitari e il fatto che la città sia una meta turistica patrimonio Unesco”. Tuttavia, Giovanni racconta anche di una città che nel weekend tende a svuotarsi, in coincidenza con il rientro dei tanti studenti pendolari e fuorisede che invece in settimana partecipano ai numerosi eventi organizzati dal locale.

Anche Louis Walter Bertuccioli, conosciuto – e seguitissimo – su Tiktok come Lu Crêpe-toker, è un romagnolo che ha deciso di investire con la sua attività a Urbino terminata l’università. Ha aperto la creperia Fresche bontà nel 2017, ma quando ha inaugurato il suo primo locale aveva 24 anni. A quasi dieci anni dall’apertura della creperia, però, Louis descrive un quadro cittadino con più ombre che luci: “Voglio spostarmi da Urbino. Ad oggi non consiglierei ai giovani di investire qui”. La sua voce di imprenditore si discosta dalle altre, descrivendo una città non più vivace come quella dei suoi anni universitari: “Una volta vedevi una fiumana di studenti in coda davanti ai locali, oggi non è più così e soprattutto il weekend la città si svuota” – ribadendo ciò che descrive anche Giovanni di Alla Goccia.
La visione di Louis è quella di un non-urbinate che dall’esterno guarda con lucidità e affetto alla sua città d’adozione: “Chi apre a Urbino lo fa perchè è attaccato alla città e vuole dare un contributo, mentre per chi viene da fuori non c’è più incentivo. Urbino mi ha dato quello che poteva darmi ma ora mi è stretta, vorrei fare un salto spostandomi in una grande città”. Louis vuole anche avvicinarsi al suo pubblico di Tiktok, principalmente ragazzini che seguono i suoi video da lontano e non perdono occasione di affollare la sua creperia durante una gita nella città ducale.

Le ultime inaugurazioni
C’è chi invece torna dopo anni di esperienze all’estero, come Nicola Righi, 36 anni, che ha deciso di lasciare la Danimarca per aprire un cocktail bar con cucina in via Raffaello. “Casa è sempre casa, sono molto legato a questa città” racconta Nicola, consapevole che Urbino non sia un mercato semplice, ma ottimista ed entusiasta di essere finalmente in proprio con il suo Righi.
Anche Nicola ha notato un nuovo movimento di giovani imprenditori a Urbino: “Sono molto contento perché io sono partito da qua che avevo 23 anni e la situazione era diversa, c’erano più ‘anziani di partita iva’. Adesso siamo più ragazzi che abbiamo aperto, è giusto che ci sia un ricambio per dare nuova linfa al territorio”. Per lui è importante lavorare per intercettare anche un turismo enogastronomico, a Urbino praticamente assente, seguendo l’esempio di città come Senigallia e Pesaro: “Secondo me potrebbe nascere un nuovo tipo di turismo con benefici per tutti”, conclude Nicola.

L’ultima apertura è quella dell’Antica bottega del gusto, gastronomia gestita dai fratelli Gianluca e Giacomo Polidori, 27 e 36 anni. Anche loro urbinati, hanno deciso di investire doppiamente: dieci anni fa Giacomo con la bottega, oggi con la gastronomia, nella quale è subentrato Gianluca, tornato ad Urbino proprio per gestire il nuovo locale. L’idea, raccontano, nasce dall’esigenza dei loro clienti: “Ci chiedevano la degustazione dei prodotti della bottega e a Urbino mancava questo tipo di servizio, non c’era una gastronomia in città”. Dalla vetrina di via Saffi è ben visibile il bancone, allestito con arrosti, verdure gratinate che possono anche essere mangiate all’interno del locale.





