di CARLA DELLE VEDOVE
URBINO – Gli automobilisti che vanno a fare rifornimento nei due distributori Eni di Urbino trovano ancora il diesel a 2,38 euro e la benzina a 2,15 euro, non a 2,19 e 1,99 euro come si aspetterebbero e come avviene in circa il 95% degli impianti Eni in Italia. C’è chi preferisce quindi andare all’Ip, rimanendo nella città ducale, e chi va verso Fermignano, dove la pompa del Cane a sei zampe è stata presa d’assalto. Per chi vuole approfittare del ribasso, almeno per ora, la scelta è cercare un distributore altrove. Sui social gli urbinati si chiedono come sia possibile che i prezzi non siano stati abbassati e se sia legale. Lo è: gli impianti Eni di Urbino non sono obbligati a ridurre i prezzi, almeno non subito. Come spiegato da Eni al Ducato questo è permesso perché i gestori possono così smaltire il carburante acquistato e da loro già pagato la settimana scorsa vendendolo al prezzo originariamente previsto.
Lasciare il prezzo del carburante invariato permette ai due impianti, convenzionati con Eni quindi non gestiti direttamente dal Cane a sei zampe, di non doverci rimettere di tasca propria vendendo diesel e benzina a un prezzo inferiore rispetto a quello previsto quando l’impianto è stato rifornito. L’indicazione di Eni è quella poi di adeguarsi a prezzi più bassi, quindi 2,19 euro per il diesel e 1,99 per la benzina, quando avviene il nuovo acquisto di carburante nell’impianto.
