Chiusura locali, ordinanza scaduta. Cade il ‘coprifuoco’. Gambini: “Periodo di prova, pronto a ripristinarla”

di NICCOLÒ SEVERINI

URBINO – L’ordinanza sulla chiusura dei locali di Urbino, che aveva validità due mesi, è scaduta l’11 aprile. Per ora, dunque si torna alle “vecchie” regole, senza un coprifuoco, ma si tratta di un ‘periodo di prova’ spiega il sindaco, Maurizio Gambini: “Adesso riproviamo l’autogestione. Se non si è in grado di mantenere una situazione di decoro e sicurezza, come successo fino a due mesi fa, devo riprendere il provvedimento. Già dalla mattina successiva”.

Gambini, nell’incontro con cittadini e studenti di mercoledì 10 aprile, ha fatto un passo indietro ma rimane vigile: “Io ho la responsabilità di governare su Urbino e non ho cambiato idea, anzi, ho detto chiaro che la prossima volta l’ordinanza la faccio [con la chiusura] all’1, se ritorna la situazione di prima” in riferimento all’ordine pubblico notturno. Nel 2017 la normativa nazionale in materia ha disposto la libertà assoluta per gli esercenti di decidere gli orari di apertura dei propri locali, ma il primo cittadino aveva già precisato al Ducato che ogni comune può liberamente regolare questa possibilità in caso di disturbi dell’ordine pubblico o mancata sicurezza cittadina.

Rimane in piedi, invece, l’ordinanza firmata a ottobre 2018 che vieta il consumo di bevande alcoliche al di fuori dei locali, che devono servirle in plastica – o altri materiali simili – e non in vetro. Inoltre, i clienti devono berle nel raggio di competenza del locale stesso, cioè tre metri. Al punto 1 del regolamento c’è anche il divieto di detenzione e trasporto di alcol dalle 20.30 alle 7, se non nelle aree adibite al loro consumo, cioè esercizi commerciali o qualsiasi altra area autorizzata dal comune per eventi o manifestazioni. Chi non rispetta le regole viene sanzionato con una multa di cento euro, come stabilito dalla giunta comunale.

Martedì 16 aprile, il sindaco terrà un nuovo incontro a collegio Raffaello per continuare a discutere la questione con i giovani e gli urbinati e decidere come andare avanti fino alle elezioni comunali del 26 maggio. Ma sottolinea che non è mai stata un provvedimento elettorale: “Per me il 26 maggio non esiste”.

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